CALQUENCE, compresse rivestite con filmâ–¼ Questo medicamento è soggetto a monitoraggio addizionale. Ciò consente una rapida identificazione delle nuove conoscenze in materia di sicurezza. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare un nuovo o serio effetto collaterale sospetto. Per indicazioni a proposito della segnalazione di effetti collaterali, cfr. la rubrica «Effetti indesiderati».
CALQUENCE, compresse rivestite con film
AstraZeneca AG
Composizione
Principi attivi
Acalabrutinib (sotto forma di acalabrutinib maleato monoidrato)
Sostanze ausiliarie
Nucleo della compressa:
Mannitolo (E421)
Cellulosa microcristallina
Idrossipropilcellulosa a basso grado di sostituzione
Sodio stearilfumarato
Film di rivestimento:
Ipromellosa
Copovidone
Titanio diossido (E171)
Macrogol 3350
Trigliceridi a catena media
Ossido di ferro giallo (E172)
Ossido di ferro rosso (E172)
1 compressa rivestita con film contiene 0,59 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Una compressa rivestita con film contiene acalabrutinib maleato pari a 100 mg di acalabrutinib.
La compressa da 100 mg di Calquence è una compressa ovale, biconvessa, di colore arancione, di dimensioni 7,5 x 13 mm con impresso «ACA 100» su un lato e nulla sull'altro lato.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Indicazione omologata temporaneamente
Linfoma mantellare (MCL)
CALQUENCE in combinazione con bendamustina e rituximab (BR) è indicato per il trattamento di pazienti adulti con MCL non trattato in precedenza non eleggibili al trapianto di cellule staminali autologhe (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Proprietà/effetti»).
A causa dell'incompletezza della documentazione in sede di valutazione della domanda, questa indicazione è stata omologata in via temporanea (art. 9a legge sugli agenti terapeutici). L'omologazione temporanea è vincolata necessariamente all'adempimento tempestivo delle condizioni. Una volta soddisfatte le condizioni, l'omologazione temporanea può essere trasformata in un'omologazione ordinaria senza oneri particolari.
Indicazioni omologate non in via temporanea
Linfoma mantellare (MCL)
CALQUENCE in monoterapia è indicato per il trattamento di pazienti adulti con MCL che non hanno ottenuto una risposta parziale con la terapia precedente o che hanno mostrato progressione dopo la terapia precedente (cfr. «Proprietà/effetti»).
Leucemia linfatica cronica (LLC)
CALQUENCE in monoterapia o in combinazione con obinutuzumab è indicato per il trattamento di pazienti adulti con LCC non trattata in precedenza di età pari o superiore a 65 anni o con comorbilità (cfr. «Proprietà/effetti»).
CALQUENCE in monoterapia è indicato per il trattamento di pazienti adulti con LLC che hanno ricevuto almeno una precedente terapia (cfr. «Proprietà/effetti»).
CALQUENCE in combinazione con venetoclax è indicato per il trattamento di pazienti adulti con leucemia linfatica cronica (LLC) non trattata in precedenza (cfr. «Proprietà/effetti»).
Posologia/Impiego
Il trattamento con CALQUENCE deve essere avviato e supervisionato da un medico con esperienza nella terapia antitumorale.
Posologia abituale
MCL
La posologia raccomandata di CALQUENCE in monoterapia è di 100 mg (1 compressa) due volte al giorno. Per la terapia combinata, fare riferimento alla posologia raccomandata nell'Informazione professionale dei rispettivi medicamenti. Per maggiori informazioni sulla terapia combinata, cfr. «Proprietà/effetti». Il trattamento con CALQUENCE deve essere continuato fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile.
LLC
La posologia raccomandata di CALQUENCE nel trattamento della LLC è di 100 mg (1 compressa) due volte al giorno, in monoterapia o in combinazione. Per la posologia raccomandata, consultare l'Informazione professionale del medicamento usato in combinazione (per maggiori informazioni sulle terapie combinate, cfr. «Proprietà/effetti»).
Le dosi di CALQUENCE devono essere assunte mantenendo un intervallo di circa 12 ore.
Il trattamento con CALQUENCE in monoterapia o in combinazione con obinutuzumab deve essere continuato fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile. Il trattamento con CALQUENCE in combinazione con venetoclax deve essere continuato fino alla progressione della malattia, alla comparsa di tossicità inaccettabile o al completamento di 14 cicli di trattamento (da 28 giorni ciascuno).
Modo di somministrazione
CALQUENCE deve essere deglutito intero con acqua all'incirca alla stessa ora ogni giorno al mattino e alla sera, a distanza di 12 ore. CALQUENCE può essere assunto con o senza cibo. La compressa non deve essere masticata, frantumata, dissolta o divisa.
Dose dimenticata
Se il paziente dimentica una dose di CALQUENCE per più di 3 ore, deve assumere la dose successiva all'ora prevista. Non devono essere assunte compresse aggiuntive per compensare la dose dimenticata.
Adeguamenti della dose a causa di effetti indesiderati/interazioni
Per gli adeguamenti della dose di CALQUENCE raccomandati in monoterapia e in combinazione con obinutuzumab, cfr. la tabella 1. Gli adeguamenti della dose di Calquence per gli effetti indesiderati nei pazienti trattati con Calquence in combinazione con venetoclax sono elencati nella tabella 2.
Gli adeguamenti della dose raccomandati per effetti indesiderati di grado ≥3 in pazienti trattati con CALQUENCE in combinazione con bendamustina e rituximab sono riportati nella tabella 3.
Per gli adeguamenti della dose consultare anche l'Informazione professionale del medicamento somministrato in combinazione.
Tabella 1. Adeguamenti della dose raccomandati per effetti indesiderati in pazienti trattati con CALQUENCE in monoterapia e CALQUENCE in combinazione con obinutuzumab*
Effetto indesiderato | Comparsa dell'effetto indesiderato | Adeguamento della dose (dose iniziale = 100 mg ogni 12 ore circa) |
Trombocitopenia di grado 3 con sanguinamento, trombocitopenia di grado 4 oppure neutropenia di grado 4 che dura più di 7 giorni Qualsiasi tipo tossicità non trattabile di grado 3 o qualsiasi tipo di tossicità di grado 4 | Prima e seconda | Sospendere CALQUENCE Dopo la risoluzione della tossicità al grado 1 o il ripristino dello stato basale, il trattamento con CALQUENCE può essere ripreso a 100 mg ogni 12 ore circa |
Terza | Sospendere CALQUENCE Dopo la risoluzione della tossicità al grado 1 o il ripristino dello stato basale, il trattamento con CALQUENCE può essere ripreso riducendo la frequenza di somministrazione di 100 mg a una volta al giorno |
Quarta | Interrompere CALQUENCE |
*La gravità degli effetti indesiderati è classificata secondo i criteri CTCAE (Common Terminology Criteria for Adverse Events), versione 4.03, del National Cancer Institute (NCI).
Tabella 2. Adeguamenti della dose raccomandati per gli effetti indesiderati in pazienti trattati con CALQUENCE in combinazione con venetoclax.
Effetto indesideratoa | Comparsa dell'effetto indesiderato | Adeguamento della dose di CALQUENCE |
Neutropenia di grado 3 o 4 con o senza febbre e/o infezione; neutropenia di grado 4 di durata superiore a 7 giorni | Prima | Sospendere CALQUENCE e/o venetoclax.b Dopo la risoluzione della tossicità al grado ≤1 o il ripristino dello stato basale, riprendere il trattamento con CALQUENCE e/o venetoclax alla stessa dose |
Seconda | Sospendere CALQUENCE e venetoclax.b Dopo la risoluzione della tossicità al grado ≤1 o il ripristino dello stato basale, riprendere il trattamento con CALQUENCE alla stessa dose e venetoclax a un livello di dose inferiore. |
Successive | Sospendere CALQUENCE e venetoclax fino alla risoluzione della tossicità al grado ≤1 o al ripristino dello stato basale.b Il piano di gestione di ciascun paziente deve basarsi sul giudizio clinico del medico curante in base alla valutazione individuale del rapporto rischio-beneficio per il trattamento con CALQUENCE in combinazione con venetoclax. Interrompere CALQUENCE se l'effetto indesiderato si verifica per la quarta volta. |
Trombocitopenia e/o emorragia di grado 3 o 4c | Prima | Sospendere CALQUENCE e/o venetoclax. Dopo completa risoluzione dell'emorragia e la risoluzione della trombocitopenia al grado ≤1 o il ripristino dello stato basale senza supporto trasfusionale per 5 giorni consecutivi, riprendere il trattamento con CALQUENCE e/o venetoclax alla stessa dose. |
Seconda | Sospendere CALQUENCE e venetoclax fino a completa risoluzione dell'emorragia e alla risoluzione della trombocitopenia al grado ≤1 o al basale. Riprendere CALQUENCE alla stessa dose e/o riprendere venetoclax a un livello di dose inferiore. |
Episodi successivi di trombocitopenia grave | Sospendere CALQUENCE e venetoclax fino a completa risoluzione dell'emorragia e alla risoluzione della trombocitopenia al grado ≤1 o al basale. Riprendere CALQUENCE a una frequenza ridotta di 100 mg una volta al giorno e/o venetoclax a un livello di dose inferiore. In caso di trombocitopenia grave ricorrente nonostante la dose ridotta e/o di emorragia sintomatica, il piano di gestione deve basarsi sul giudizio clinico del medico curante. Interrompere CALQUENCE se l'effetto indesiderato si verifica per la quarta volta. |
Sindrome da lisi tumorale (SLT) di grado 3 o 4, primo episodio ed episodi successivi | Primo episodio ed episodi successivi | Se un soggetto presenta alterazioni ematochimiche indicative di SLT, la dose di venetoclax e CALQUENCE del giorno successivo deve essere sospesa. Se questo effetto si risolve entro 24-48 ore dall'ultima dose, il trattamento può essere ripreso alla stessa dose. In caso di eventi di SLT clinica o alterazioni ematochimiche che richiedono più di 48 ore per risolversi, venetoclax deve essere ripreso a un livello di dose inferiore. Alla ripresa del trattamento dopo la sospensione a causa della SLT, monitorare la SLT e somministrare la profilassi. |
Altri eventi non ematologici di grado 2d | Qualsiasi | Sospendere CALQUENCE e/o venetoclax, se ritenuto clinicamente indicato, fino alla risoluzione al grado ≤1. Riprendere CALQUENCE e/o venetoclax alla stessa dose. |
Altri eventi non ematologici di grado 3d | Prima | Sospendere CALQUENCE e/o venetoclax fino alla risoluzione della tossicità al grado ≤1. Riprendere CALQUENCE e/o venetoclax alla stessa dose. |
Seconda | Sospendere CALQUENCE e/o venetoclax fino alla risoluzione della tossicità al grado ≤1. Il piano di gestione di ciascun paziente deve basarsi sul giudizio clinico del medico curante in base alla valutazione individuale del rapporto rischio-beneficio per il trattamento con CALQUENCE in combinazione con venetoclax. |
Altri eventi non ematologici di grado 4d | Prima | Sospendere CALQUENCE e/o venetoclax fino alla risoluzione della tossicità al grado ≤1. Riprendere CALQUENCE a una frequenza ridotta di 100 mg una volta al giorno e/o venetoclax a un livello di dose inferiore. |
Seconda | Sospendere CALQUENCE e/o venetoclax fino alla risoluzione della tossicità al grado ≤1. Il piano di gestione di ciascun paziente deve basarsi sul giudizio clinico del medico curante in base alla valutazione individuale del rapporto rischio-beneficio per il trattamento con CALQUENCE in combinazione con venetoclax. |
a Effetti indesiderati classificati secondo i National Cancer Institute Common Terminology Criteria for Adverse Events (NCI CTCAE) versione 4.03.
b Il fattore di crescita può essere utilizzato a discrezione del medico.
c Le piastrine possono essere utilizzate a discrezione del medico.
d Determinati effetti indesiderati non ematologici insorti durante il trattamento (ad es. eventi tromboembolici venosi) possono essere gestiti, permettendo di raggiungere la stabilità clinica a seguito di un intervento medico, ma potrebbero non migliorare al grado ≤1 secondo le definizioni NCI CTCAE. In questi casi, se il soggetto è clinicamente stabile, è possibile riprendere il medicamento dello studio qualora il medico curante lo ritenga clinicamente opportuno.
Tabella 3. Adeguamenti della dose raccomandati per effetti indesiderati* di grado ≥3 in pazienti trattati con CALQUENCE in combinazione con bendamustina e rituximab
Effetto indesiderato | Adeguamento della dose di bendamustina† | Adeguamento della dose di CALQUENCE |
Neutropenia | Neutropenia di grado 3 o grado 4: sospendere bendamustina. Dopo la risoluzione della tossicità al grado ≤2 o il ripristino dello stato basale, il trattamento con bendamustina può essere ripreso a 70 mg/m2. Interrompere bendamustina se è necessaria un'ulteriore riduzione della dose. | In caso di neutropenia di grado 4 che persiste per più di 7 giorni, sospendere CALQUENCE. Dopo la risoluzione della tossicità al grado ≤2 o il ripristino dello stato basale, il trattamento con CALQUENCE può essere ripreso alla dose iniziale (prima comparsa dell'effetto indesiderato) o riducendo la frequenza di somministrazione di 100 mg a una volta al giorno (seconda e terza comparsa dell'effetto indesiderato). Interrompere CALQUENCE se l'effetto indesiderato si verifica per la quarta volta. |
Trombocitopenia | Trombocitopenia di grado 3 o grado 4: sospendere bendamustina. Dopo la risoluzione della tossicità al grado 2 o il ripristino dello stato basale, il trattamento con bendamustina può essere ripreso a 70 mg/m2. Interrompere bendamustina se è necessaria un'ulteriore riduzione della dose. | In caso di trombocitopenia di grado 3 con sanguinamento rilevante o di grado 4, sospendere CALQUENCE. Dopo la risoluzione della tossicità al grado ≤2 o il ripristino dello stato basale, il trattamento con CALQUENCE può essere ripreso alla dose iniziale (prima comparsa dell'effetto indesiderato) o riducendo la frequenza di somministrazione di 100 mg a una volta al giorno (seconda e terza comparsa dell'effetto indesiderato). Interrompere CALQUENCE se l'effetto indesiderato di trombocitopenia con sanguinamento rilevante si verifica per la terza volta. Interrompere CALQUENCE se l'effetto indesiderato si verifica per la quarta volta. |
Altra tossicità ematologica di grado 4‡ o tossicità di grado 3 non trattabile | sospendere bendamustina. Dopo la risoluzione della tossicità al grado ≤2 o il ripristino dello stato basale, il trattamento con bendamustina può essere ripreso a 70 mg/m2. Interrompere bendamustina se è necessaria un'ulteriore riduzione della dose. | Sospendere CALQUENCE. Dopo la risoluzione della tossicità al grado ≤2 o il ripristino dello stato basale, il trattamento con CALQUENCE può essere ripreso alla dose iniziale (prima comparsa dell'effetto indesiderato) o riducendo la frequenza di somministrazione di 100 mg a una volta al giorno (seconda e terza comparsa dell'effetto indesiderato). Interrompere CALQUENCE se l'effetto indesiderato si verifica per la quarta volta. |
Tossicità non ematologiche di grado 3 o superiore | sospendere bendamustina. Dopo la risoluzione della tossicità al grado 1 o il ripristino dello stato basale, il trattamento con bendamustina può essere ripreso a 70 mg/m2. Interrompere bendamustina se è necessaria un'ulteriore riduzione della dose. | Sospendere CALQUENCE. Dopo la risoluzione della tossicità al grado 2 o il ripristino dello stato basale, il trattamento con CALQUENCE può essere ripreso alla dose iniziale (prima comparsa dell'effetto indesiderato) o riducendo la frequenza di somministrazione di 100 mg a una volta al giorno (seconda comparsa dell'effetto indesiderato). Interrompere CALQUENCE se l'effetto indesiderato si verifica per la terza volta. |
*La gravità degli effetti indesiderati è classificata secondo i criteri CTCAE (Common Terminology Criteria for Adverse Events), versione 4.03, del National Cancer Institute (NCI).
†Per le tossicità non riportate in questa tabella, consultare l'Informazione professionale locale di bendamustina.
‡La linfopenia di grado 4 è un risultato atteso del trattamento con bendamustina e rituximab. Un adeguamento della dose a causa di linfopenia è previsto solo se lo sperimentatore lo ritiene clinicamente importante, ad es. in caso di infezioni ricorrenti.
Per ulteriori informazioni sul trattamento delle tossicità, consultare l'Informazione professionale del medicamento specifico utilizzato in combinazione con CALQUENCE.
La tabella 4 contiene raccomandazioni per l'uso di Calquence con inibitori o induttori del CYP3A.
Tabella 4. Uso con inibitori o induttori del CYP3A
| Medicamento somministrato in concomitanza | Uso raccomandato di CALQUENCE |
Inibitori del CYP3A | Potenti inibitori del CYP3A | Evitare l'uso concomitante. Se l'uso di questi inibitori è a breve termine (ad es. antinfettivi, per un massimo di 7 giorni), sospendere CALQUENCE. |
Inibitori moderati del CYP3A | Nessun aggiustamento della dose. I pazienti devono essere strettamente monitorati per gli effetti indesiderati nel caso in cui assumano concomitantemente inibitori moderati del CYP3A4. |
Induttori del CYP3A | Potenti induttori del CYP3A | Evitare l'uso concomitante; valutare principi attivi alternativi con minore induzione del CYP3A. |
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Non è raccomandato alcun adeguamento della dose in pazienti con compromissione della funzionalità renale da lieve o a moderata (eGFR ≥30 ml/min/1,73 m2) in base alla MDRD (Modification of Diet in Renal Disease Equation – formula della modifica della dieta nelle malattie renali). La farmacocinetica e la sicurezza di CALQUENCE in pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (eGFR <29 ml/min/1,73 m2) o insufficienza renale terminale non sono state esaminate (cfr. «Farmacocinetica»).
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non è raccomandato alcun adeguamento della dose in pazienti con compromissione epatica lieve o moderata (Child-Pugh A, Child-Pugh B o bilirubina totale compresa tra 1,5 e 3 volte il limite superiore della norma [Upper Limit of Normal, ULN] e qualsiasi valore di AST [aspartato aminotransferasi]). I pazienti con funzionalità epatica gravemente compromessa (Child-Pugh C o bilirubina totale >3 volte l'ULN e qualsiasi valore di AST) non devono assumere CALQUENCE (cfr. «Farmacocinetica»).
Pazienti anziani (≥65 anni)
Non sono necessari adeguamenti della dose in funzione dell'età (cfr. «Farmacocinetica»).
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia di CALQUENCE nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni non sono state dimostrate.
Controindicazioni
Ipersensibilità nota al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie.
Avvertenze e misure precauzionali
Seconda patologia maligna primitiva
Nel 17,6% dei pazienti con malignità ematologica trattati con CALQUENCE in monoterapia (n=1478) e nel 12,1% dei pazienti sottoposti a trattamento con CALQUENCE in combinazione con altri medicamenti (n=1095) è stata descritta una seconda malignità primitiva, ossia neoplasie cutanee e altre neoplasie. Le neoplasie cutanee non melanoma sono state la prima seconda malignità primitiva per frequenza e si sono verificate nel 9,9% (tutti i gradi) dei pazienti trattati con CALQUENCE in monoterapia e nel 7,2% dei pazienti trattati con CALQUENCE in combinazione con altri medicamenti.
Escludendo il tumore cutaneo non melanoma, le più comuni seconde malignità primitive erano il cancro della prostata (rispettivamente 1,3% e 0,6%), il carcinoma a cellule squamose della cute (rispettivamente 1,2% e 1,3%) e il melanoma maligno (rispettivamente 0,9% e 0,5%).
I pazienti devono essere monitorati per la comparsa di secondi tumori e devono evitare di esporsi al sole.
Infezioni
Nei pazienti con malignità ematologica trattati con CALQUENCE in monoterapia (74,3%, n = 1478) e CALQUENCE in terapia combinata con altri medicamenti (66,1%, n = 1095) si sono manifestate infezioni, tra le quali le più comuni sono state infezioni delle vie aeree superiori (rispettivamente 25,8% e 16,5%), infezioni da COVID-19 (rispettivamente 8,5% e 26,3%) e polmonite da COVID-19 (rispettivamente 2,0% e 10,4%), polmonite (rispettivamente 15,8% e 9,7%) e sinusite (rispettivamente 11,4% e 6,7%). Nei pazienti con malignità ematologica trattati con CALQUENCE in monoterapia (25,3%) e CALQUENCE in terapia combinata con altri medicamenti (27,0%) si sono verificate infezioni gravi (infezioni batteriche, virali o micotiche), tra cui anche eventi con esito fatale. Queste infezioni si sono manifestate prevalentemente in assenza di neutropenia di grado 3 o 4. Si sono manifestate infezioni dovute a riattivazione del virus dell'epatite B (HBV) e del virus dell'herpes zoster (HSV), aspergillosi e leucoencefalopatia multifocale progressiva (LMP) (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»).
In pazienti trattati con CALQUENCE è stata segnalata riattivazione dell'epatite B. Lo stato del virus dell'epatite B (HBV) deve essere stabilito prima di avviare il trattamento con CALQUENCE. Se i pazienti presentano una sierologia positiva per l'epatite B, prima dell'inizio della terapia si raccomanda di consultare un epatologo e i pazienti devono essere monitorati e trattati per prevenire una riattivazione dell'epatite B.
Casi di leucoencefalopatia multifocale progressiva (LMP), anche con esito fatale, sono stati segnalati in seguito all'uso di CALQUENCE nel contesto di una terapia immunosoppressiva precedente o concomitante. I medici devono prendere in considerazione la LMP nella diagnosi differenziale di pazienti con segni o sintomi neurologici, cognitivi o comportamentali nuovi o in peggioramento. Se si sospetta la presenza di LMP, devono essere effettuate le opportune valutazioni diagnostiche e il trattamento con CALQUENCE deve essere sospeso fino all'esclusione della LMP. In caso di qualsiasi dubbio, è necessario prendere in considerazione il rinvio ad un neurologo e procedure diagnostiche appropriate per la LMP, inclusi l'esame di RM, preferibilmente con mezzo di contrasto, test del liquido cerebrospinale per il DNA del virus JC e ripetute visite neurologiche di controllo.
Nei pazienti a maggior rischio di infezioni opportunistiche occorre prendere in considerazione la profilassi secondo lo standard terapeutico. I pazienti devono essere monitorati per la presenza di segni e sintomi di infezioni e, se del caso, ricevere un adeguato trattamento.
Sanguinamenti
Nei pazienti con malignità ematologica trattati con CALQUENCE in monoterapia (n=1478) e CALQUENCE in terapia combinata con altri medicamenti (n=1095) sono stati segnalati eventi emorragici maggiori, anche con esito letale. Sanguinamenti gravi (eventi di sanguinamento di grado 3 o superiore, eventi maggiori o a carico del sistema nervoso centrale) sono stati osservati rispettivamente nel 5,5% e 3,5% dei pazienti e il decorso si è rivelato fatale rispettivamente nello 0,1% e 0,1% dei casi. I sanguinamenti gravi più comuni sono stati: sanguinamento gastrointestinale, (rispettivamente 1,4% e 0,7%), e sanguinamento gastrointestinale superiore (rispettivamente 0,5% e 0,1%), ematuria (rispettivamente 0,4% e 0,5%), ematoma (rispettivamente 0,5% e 0,2%), epistassi (rispettivamente 0,3% e 0%), sanguinamento intracranico (rispettivamente 1,1% e 0,5%) e ematoma subdurale (rispettivamente 0,3% e 0,2%) e sanguinamento retinico, (rispettivamente 0,3% e 0,3%). Nel complesso, gli eventi di sanguinamento (tutti i gradi), tra cui ematomi e petecchie, si sono verificati rispettivamente nel 46,1% e 36,1% dei pazienti.
Il meccanismo alla base di questi eventi di sanguinamento non è stato ancora chiarito.
Warfarin o altri antagonisti della vitamina K non devono essere somministrati in concomitanza con CALQUENCE.
I pazienti sottoposti a terapia antitrombotica possono presentare un rischio maggiore di sanguinamento. Per l'utilizzo concomitante con sostanze antitrombotiche è richiesta cautela. Qualora la co-somministrazione sia necessaria dal punto di vista medico, è necessario un monitoraggio addizionale dei pazienti per verificare la presenza di segni e sintomi di sanguinamento.
Basandosi sulla valutazione rischio-beneficio, CALQUENCE non deve essere utilizzato nel periodo perioperatorio, da almeno 3 giorni prima dell'intervento ad almeno 3 giorni dopo l'intervento.
Citopenie
Nei pazienti con malignità ematologica trattati con CALQUENCE in monoterapia (n=1478) e CALQUENCE in terapia combinata con altri medicamenti (n=1095) si sono manifestate citopenie, la cui frequenza complessiva è stata rispettivamente del 19,4% e 44,7% per la neutropenia, del 17,1% e 12,6% per l'anemia e dell'11,5% e 14,2% per la trombocitopenia. Durante il trattamento, nei pazienti con malignità ematologica trattati con CALQUENCE in monoterapia e CALQUENCE in terapia combinata con altri medicamenti si sono manifestate citopenie di grado ≥3 rilevabili tramite esami medici di laboratorio, incluse neutropenia (rispettivamente 17,5% e 40,5%), anemia (rispettivamente 9,5% e 5,6%) e trombocitopenia (rispettivamente 6,2% e 7,4%).
Laddove medicalmente appropriato, si raccomanda pertanto il monitoraggio dell'emocromo completo.
Fibrillazione atriale
Nel 7,4% dei pazienti con malignità ematologica trattati con CALQUENCE in monoterapia (n=1478) è stata riscontrata fibrillazione/flutter atriale (tutti i gradi), e in questo gruppo il 2,3% dei pazienti ha mostrato fibrillazione/flutter atriale di grado 3 o superiore. Durante il trattamento con CALQUENCE in combinazione con altri medicamenti (n=1095) è stata riscontrata fibrillazione/flutter atriale (tutti i gradi) nel 4,1% dei pazienti, e in questo gruppo l'1,7% dei pazienti ha mostrato fibrillazione/flutter atriale di grado 3 o superiore. I pazienti devono essere monitorati per la presenza di sintomi (ad es. palpitazioni, capogiro, sincope, dolore toracico, dispnea) di fibrillazione atriale o di flutter atriale; laddove necessario, occorre effettuare un ECG.
Sindrome da lisi tumorale (SLT)
Con l'uso di acalabrutinib è stata riportata sindrome da lisi tumorale. Il rischio di sindrome da lisi tumorale sussiste in pazienti con alto carico tumorale prima del trattamento. I pazienti devono essere tenuti sotto stretto monitoraggio e devono essere prese le dovute precauzioni.
Epatotossicità, compreso il danno epatico da medicamenti (drug-induced liver injury, DILI)
Nei pazienti trattati con gli inibitori della tirosin-chinasi di Bruton, compreso CALQUENCE, si sono verificati casi di epatotossicità, inclusi casi gravi, pericolosi per la vita e potenzialmente fatali di danno epatico indotto da medicamenti (drug-induced liver injury, DILI). I livelli di bilirubina e transaminasi devono essere monitorati prima dell'inizio del trattamento con CALQUENCE e durante lo stesso. I pazienti che sviluppano valori anomali della funzionalità epatica in seguito all'uso di CALQUENCE devono essere monitorati più frequentemente per verificare eventuali anomalie nei test di funzionalità epatica e segni clinici di epatotossicità. In caso di sospetta DILI, la terapia con CALQUENCE deve essere sospesa. Dopo la conferma di DILI, la somministrazione di CALQUENCE deve essere interrotta.
Potenziali popolazioni a rischio che non sono state studiate
I pazienti con linfoma o leucemia del sistema nervoso centrale (SNC), leucemia prolinfocitica nota o trasformazione di Richter nota in anamnesi o attualmente sospetta, malattie cardiovascolari rilevanti, infezioni sistemiche batteriche, virali o micotiche attive non controllate o altre infezioni, compresa un'epatite B o C in atto, infezione da HIV nota in anamnesi, polmonite indotta da farmaci, ictus noto in anamnesi o sanguinamento intracranico nei 6 mesi precedenti la somministrazione della prima dose del preparato sperimentale, diatesi emorragica nota in anamnesi, in anticoagulazione con warfarin o antagonisti della vitamina K equivalenti, nonché in trattamento con inibitori della pompa protonica o necessitanti di steroidi con esposizione sistemica giornaliera >20 mg ad un equivalente del prednisone sono stati esclusi dagli studi clinici.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Principi attivi che possono aumentare la concentrazione plasmatica di acalabrutinib
Inibitori del CYP3A
La somministrazione concomitante di un potente inibitore del CYP3A (itraconazolo 200 mg una volta al giorno per 5 giorni) ha comportato un aumento della Cmax e dell'AUC di acalabrutinib rispettivamente di 3,9 volte e 5,1 volte in soggetti sani (n=17).
L'uso concomitante di forti inibitori del CYP3A/P-gp deve essere evitato. Se sono utilizzati forti inibitori del CYP3A/P-gp per un breve periodo (ad es., ketoconazolo, conivaptan, claritromicina, indinavir, itraconazolo, ritonavir, telaprevir, posaconazolo, voriconazolo), il trattamento con Calquence deve essere interrotto (cfr. «Posologia/impiego»). La co-somministrazione con inibitori moderati del CYP3A (400 mg di fluconazolo come dose singola o 200 mg di isavuconazolo come dose ripetuta per 5 giorni) in soggetti sani ha aumentato la Cmax e l'AUC di acalabrutinib da 1,4 volte a 2 volte mentre la Cmax e l'AUC del metabolita attivo ACP-5862 sono diminuite da 0,65 volte a 0,88 volte rispetto a quando acalabrutinib è stato somministrato da solo. Non è richiesto alcun aggiustamento della dose in associazione con inibitori moderati del CYP3A. Monitorare attentamente i pazienti per le reazioni avverse (cfr. «Posologia/impiego»).
Principi attivi che possono ridurre la concentrazione plasmatica di acalabrutinib
Induttori del CYP3A
La somministrazione concomitante di un potente induttore del CYP3A (rifampicina 600 mg una volta al giorno per 9 giorni) ha comportato una riduzione della Cmax e dell'AUC di acalabrutinib rispettivamente del 68% e del 77% in soggetti sani (n=24).
Medicamenti riduttori dell'acidità gastrica
Non sono state osservate differenze clinicamente significative nella farmacocinetica di acalabrutinib quando somministrato in concomitanza con l'inibitore della pompa protonica rabeprazolo. Le compresse di acalabrutinib possono essere somministrate in concomitanza con agenti riduttori dell'acidità gastrica (inibitori della pompa protonica, antagonisti dei recettori H2, antiacidi).
Effetto di acalabrutinib e del suo metabolita attivo, ACP-5862, sul metabolismo di altre sostanze
In vitro, acalabrutinib è un debole inibitore di CYP3A4/5, CYP2C8 e CYP2C9, ma non ha effetti inibitori su CYP1A2, CYP2B6, CYP2C19, CYP2D6, UGT1A1 e UGT2B7.
ACP-5862 è un debole inibitore di CYP2C8, CYP2C9 e CYP2C19 in vitro, mentre non inibisce CYP1A2, CYP2B6, CYP2D6, CYP3A4/5, UGT1A1 né UGT2B7.
Acalabrutinib è un debole induttore dell'RNAm di CYP1A2, CYP2B6 e CYP3A4; ACP-5862 determina una debole induzione del CYP3A4.
Substrati del CYP3A
Sulla base di dati in vitro, di dati clinici e della modellazione PBPK, alle concentrazioni clinicamente rilevanti non ci si attendono interazioni con i substrati del CYP3A4 (cfr. «Proprietà/effetti»).
Effetto di acalabrutinib e del suo metabolita attivo, ACP-5862, sui sistemi di trasporto di principi attivi
Acalabrutinib può aumentare l'esposizione ai substrati della BCRP (Breast Cancer Resistance Protein) somministrati in concomitanza (ad es. metotrexato) mediante inibizione della BCRP intestinale.
ACP-5862 può aumentare l'esposizione ai substrati co-somministrati di MATE1 (ad es. metformina) mediante l'inibizione di MATE1.
Interazioni con le proteine di trasporto
In vitro, acalabrutinib e il suo metabolita attivo, ACP-5862, sono substrati di P-gp (glicoproteina P) e BCRP (Breast Cancer Resistance Protein). Acalabrutinib non è un substrato dei trasportatori di captazione renale OAT1, OAT3 e OCT2 né dei trasportatori epatici OATP1B1 e OATP1B3 in vitro. ACP-5862 non è un substrato di OATP1B1 né di OATP1B3.
Né acalabrutinib né ACP-5862 hanno effetti inibitori su P-gp, OAT1, OAT3, OCT2, OATP1B1, OATP1B3 e MATE2-K a concentrazioni clinicamente rilevanti.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili dati clinici sufficienti sull'utilizzo di CALQUENCE in gravidanza. Sulla base dei risultati di studi sperimentali sugli animali, l'esposizione ad acalabrutinib durante la gravidanza può comportare un rischio per il feto e un travaglio anormale (distocia) (cfr. «Dati preclinici»).
CALQUENCE non deve essere somministrato durante la gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.
Le donne in età fertile e i pazienti con partner in età fertile devono utilizzare un metodo contraccettivo altamente efficace per l'intera durata del trattamento con CALQUENCE e per almeno 1 settimana dall'assunzione dell'ultima dose. Se si usa un metodo contraccettivo ormonale, si deve usare anche un metodo di barriera.
Se la paziente inizia una gravidanza durante l'assunzione di CALQUENCE, deve essere informata del possibile pericolo per il feto.
Allattamento
Non è noto se acalabrutinib o i suoi metaboliti passino nel latte materno. Non sono disponibili dati sull'effetto di acalabrutinib sul lattante allattato al seno o sulla produzione di latte. Acalabrutinib e il suo metabolita attivo sono stati escreti nel latte di femmine di ratto (cfr. «Dati preclinici»). Il rischio per i lattanti allattati al seno non può essere escluso. Si raccomanda alle madri che allattano di non allattare durante il trattamento con CALQUENCE e per almeno 2 settimane successive all'assunzione dell'ultima dose.
Fertilità
Non sono disponibili dati relativi all'effetto di CALQUENCE sulla fertilità umana. In uno studio preclinico con acalabrutinib, non sono stati osservati effetti avversi sui parametri della fertilità in ratti maschi e femmine (cfr. «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Gli effetti di CALQUENCE sulla capacità di condurre veicoli e di utilizzare macchine non sono stati esaminati. Ciononostante, dal momento che durante il trattamento con CALQUENCE sono stati riportati cefalea, stanchezza, capogiro, cadute e sincope, i pazienti che manifestano tali sintomi devono essere istruiti a non guidare o utilizzare macchine fino alla scomparsa degli stessi. I pazienti devono essere avvisati della possibile comparsa di questi effetti (cfr. «Effetti indesiderati»).
Effetti indesiderati
Il profilo di sicurezza generale di acalabrutinib si basa sui dati aggregati di 1478 pazienti con malignità ematologica trattati con acalabrutinib in monoterapia e sui dati aggregati di 1095 pazienti trattati con la combinazione acalabrutinib più obinutuzumab (n=223 pazienti), bendamustina e rituximab (n=297 pazienti), venetoclax (n=291 pazienti) o venetoclax e obinutuzumab (n=284 pazienti). La durata mediana del trattamento con CALQUENCE è stata di 28,2 mesi per la monoterapia e 49,7 mesi per la terapia combinata. La durata mediana della monoterapia con CALQUENCE nell'insieme dei dati aggregati è stata di 38,2 mesi.
CALQUENCE in monoterapia
Nei 1478 pazienti in trattamento con CALQUENCE in monoterapia, gli effetti indesiderati di qualsiasi grado più comunemente segnalati (≥10%) sono stati: emoglobina diminuita (47,4%), conta assoluta dei neutrofili diminuita (43,9%), piastrine diminuite (36,9%), diarrea (36,7%), cefalea (36,5%), dolore muscoloscheletrico (31,9%), livido (30,9%), infezione delle vie aeree superiori (25,8%), tosse (25,2%), artralgia (24,0%), stanchezza (23,6%), nausea (21,8%), leucopenia (20,8%), eruzione cutanea (20,3%), contusione (20,2%), neutropenia (19,4%), seconda malignità primitiva (17,6%), anemia (17,1%), stordimento/capogiro (17,9%), sanguinamento/ematoma (16,3%), polmonite (15,8%), stipsi (15,2%), dolore addominale (14,5%), vomito (14,0%), trombocitopenia (11,5%), sinusite (11,4%) e ipertensione (11,2%).
Gli effetti indesiderati di grado ≥3 più comunemente segnalati (≥5%) sono stati: conta assoluta dei neutrofili diminuita (24,0%), leucopenia (18,2%), neutropenia (17,5%), emoglobina diminuita (10,8%), piastrine diminuite (9,5%), anemia (9,5%), polmonite (8,7%), seconda malignità primitiva (6,7%), trombocitopenia (6,2%) e seconda malignità primitiva senza tumore cutaneo non-melanoma (5,5%).
Gli effetti indesiderati gravi più comuni (≥1%), inclusi anche eventi fatali, sono stati: infezioni, tra cui polmonite (8,3%) e sepsi (2,8%), seconde malignità primitive (7,1%) e sanguinamenti/ematomi (2,8%), leucopenia (2,2%), neutropenia (2,2%) e anemia (2,7%). Queste infezioni si sono manifestate prevalentemente in assenza di neutropenia di grado 3 o 4 (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Nel 5,9% dei pazienti sono state riportate riduzioni della dose a causa di effetti indesiderati. Nel 15,8% dei pazienti gli effetti indesiderati hanno portato all'interruzione del trattamento, e gli eventi più comuni responsabili dell'interruzione sono stati polmonite (0,8%), COVID-19 (0,6%), polmonite da COVID-19 (0,5%) e trombocitopenia (0,4%).
Gli effetti indesiderati nei pazienti trattati con CALQUENCE in monoterapia sono indicati nella tabella 4.
CALQUENCE in terapia combinata
Nei 1095 pazienti sottoposti a trattamento con CALQUENCE in terapia combinata, gli effetti indesiderati di qualsiasi grado più comunemente segnalati (≥10%) sono stati: conta assoluta dei neutrofili diminuita (75,1%), conta piastrinica diminuita (54,2%), emoglobina diminuita (52,8%), leucopenia (46,5%), neutropenia (44,7%), diarrea (38,3%), cefalea (33,7%), dolore muscoloscheletrico (32,1%), nausea (27,5%), eruzione cutanea (24,7%), livido (23,9%), stanchezza (22,5%), artralgia (19,5%), tosse (18,0%), contusione (17,4%), infezione delle vie aeree superiori (16,5%), stipsi (15,4%), vomito (15%), trombocitopenia (14,2%), stordimento/capogiro (15,3%), sanguinamento/ematoma (13,6%), anemia (12,6%), seconda malignità primitiva (12,1%) e dolore addominale (11,8%).
Gli effetti indesiderati di grado ≥3 più comunemente segnalati (≥5%) sono stati: conta assoluta dei neutrofili diminuita (47%), leucopenia (41,9%), neutropenia (40,5%), piastrine diminuite (12,3%), emoglobina diminuita (7,7%), trombocitopenia (7,4%), anemia (5,6%) e polmonite (5,2%). Nelle analisi aggregate dei pazienti trattati con la combinazione acalabrutinib più obinutuzumab (n=223) è stata osservata una maggiore frequenza complessiva dei seguenti effetti indesiderati rispetto ai pazienti in monoterapia con acalabrutinib (n=1040): infezioni (74 vs 66,7%) incluse infezioni di grado ≥3 (21,5 vs 17,6%), infezioni delle vie aeree superiori (31,4 vs 22%) e altre infezioni molto comuni, patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo (58,3 vs 51,6%), principalmente artralgia (26,9 vs 19,1%) e dolore a un arto (13,9 vs 8,9%), stanchezza (30,5 vs 21,3%), contusione (27,4 vs 21,7%), stordimento (23,8 vs 13,4%) e cadute (14,8 vs 7,9%). Nei dati aggregati riguardanti la terapia di combinazione rispetto ai dati aggregati riguardanti la monoterapia è risultata superiore anche la frequenza complessiva degli effetti indesiderati di grado ≥3 (70,4 vs. 54,1%), principalmente a causa della maggiore incidenza di neutropenia di grado ≥3 (23,8 vs. 11,2%). Si sono inoltre osservati maggiori tassi (con differenza in termini di PT ≥10) di neutropenia (25,1 vs 12,3%), reazioni associate all'infusione (19,3 vs 0,8%) ed eruzione cutanea maculopapulare (17 vs 4,9%).
Gli effetti indesiderati emersi dagli studi clinici condotti in pazienti trattati con acalabrutinib in monoterapia rispetto alla terapia combinata con acalabrutinib e altri medicamenti sono indicati nella tabella 5.
Gli effetti indesiderati sono elencati in accordo con la classificazione per sistemi e organi (SOC) secondo MedDRA. All'interno di ogni classe sistemico-organica, gli effetti indesiderati sono presentati per frequenza, con gli effetti più frequenti indicati per primi. Inoltre, la categoria di frequenza corrispondente per ogni effetto indesiderato si basa sulla convenzione CIOMS III e la frequenza è definita come segue: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1000, <1/100); raro (≥1/10 000, <1/1000); molto raro (<1/10 000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tabella 5. Effetti indesiderati* nei pazienti con malignità ematologica trattati con acalabrutinib in monoterapia (n=1095) o in terapia combinata con altri medicamenti (n=520)
SOC secondo MedDRA | Termine MedDRA | Descrittore CIOMS/frequenza complessiva tutti i gradi CTCAE [frequenza del grado CTCAE ≥3]† |
Monoterapia | Terapia combinata |
Infezioni ed infestazioni | Infezioni delle vie aeree superiori | Molto comune (25,8%) [1,2%] | Molto comune (16,5%) [0,6%] |
COVID-19 | Comune (7,4%) [2,0%] | Molto comune (22,7%) [6,3%] |
Polmonite da COVID-19 | Comune (2,0%) [1,9%] | Molto comune (10,4%) [9%] |
Sinusite | Molto comune (11,4%) [0,4%] | Comune (6,7%) [0,2%] |
Polmonite | Molto comune (15,8%) [8,7%] | Comune (9,7%) [5,2%] |
Infezione delle vie urinarie | Comune (9,9%) [1,8%] | Molto comune (9,0%) [0,8%] |
Nasofaringite | Comune (8,3%) [0%] | Comune (5,6%) [0,1%] |
Bronchite | Comune (9,7%) [0,6%] | Comune (5,8%) [0,3%] |
Infezioni da Herpes virus1 | Comune (8,9%) [0,9%] | Comune (7,8%) [0,7%] |
Sepsi1 | Comune (3,2%) [3,0%] | Comune (2,6%) [2,6%] |
Infezioni da Aspergillus1 | Non comune (0,3%) [0,2%] | Molto raro (0,2%) [0,2%] |
Riattivazione di epatite B | Non comune (0,4%) [0,3%] | Non comune (0,5%) [0,1%] |
Tumori benigni, maligni e non specificati6 | Seconda malignità primitiva2 | Molto comune (17,6%) [6,7%] | Molto comune (12,1%) [4,7%] |
Seconda malignità primitiva senza cancro della cute non melanoma3 | Comune (9,7%) [5,5%] | Comune (6,8%) [3,7%] |
Cancro della cute non melanoma | Comune (9,9%) [1,4%] | Comune (7,2%) [1,2%] |
Patologie del sistema emolinfopoietico | Neutropenia1 | Molto comune (19,4%) [17,5%] | Molto comune (44,7%) [40,5%] |
Anemia1 | Molto comune (17,1%) [9,5%] | Molto comune (12,6%) [5,6%] |
Trombocitopenia1 | Molto comune (11,5%) [6,2%] | Molto comune (14,2%) [7,4%] |
Leucopenia1 | Molto comune (20,8%) [18,2%] | Molto comune (46,5%) [41,9%] |
Linfocitosi | Non comune (0,5%) [0,3%] | Non comune (0,5%) [0,2%] |
Conta assoluta dei neutrofili diminuita7 | Molto comune (43,9%) [24,0%] | Molto comune (75,1%) [47,0%] |
Emoglobina ridotta7 | Molto comune (47,4%) [10,8%] | Molto comune (52,8%) [7,7%] |
Piastrine diminuite7 | Molto comune (36,9%) [9,5%] | Molto comune (54,2%) [12,3%] |
Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Sindrome da lisi tumorale | Non comune (0,5%) [0,4%] | Non comune (0,9%) [0,9%] |
Patologie del sistema nervoso | Cefalea | Molto comune (36,5%) [1,2%] | Molto comune (33,7%) [1,1%] |
Stordimento/capogiro1 | Molto comune (16,5%) [0,3%] | Molto comune (15,3%) [0,5%] |
Patologie cardiache | Fibrillazione/flutter atriale4 | Comune (7,4%) [2,3%] | Comune (4,1%) [1,7%] |
Patologie vascolari | Livido1 | Molto comune (30,9%) [0%] | Molto comune (23,9%) [0,1%] |
Contusione | Molto comune (20,2%) [0%] | Molto comune (17,4%) [0%] |
Petecchie | Comune (8,9%) [0%] | Comune (5,6%) [0%] |
Ecchimosi | Comune (5,7%) [0%] | Comune (3,2%) [0,1%] |
Sanguinamento/ematoma1 | Molto comune (16,3%) [3,2%] | Molto comune (13,6%) [1,6%] |
Sanguinamento gastrointestinale | Non comune (0,6%) [0,5%] | Non comune (0,3%) [0,3%] |
Sanguinamento intracranico | Non comune (0,3%) [0,2%] | Non comune (0%) [0%] |
Epistassi | Comune (8,0%) [0,3%] | Comune (4,6%) [0%] |
Ipertensione | Molto comune (11,2%) [4,7%] | Comune (8,8%) [3,8%] |
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Tosse | Molto comune (25,2%) [0,4%] | Molto comune (18,0%) [0,3%] |
Patologie gastrointestinali | Diarrea | Molto comune (36,7%) [2,6%] | Molto comune (38,3%) [3,0%] |
Nausea | Molto comune (21,8%) [0,8%] | Molto comune (27,5%) [0,5%] |
Stipsi | Molto comune (15,2%) [0,1%] | Molto comune (15,4%) [0,4%] |
Dolore addominale1 | Molto comune (14,5%) [1,2%] | Molto comune (11,8%) [1,5%] |
Vomito | Molto comune (14,0%) [0,7%] | Molto comune (15,0%) [0,5%] |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Eruzione cutanea1 | Molto comune (20,3%) [0,9%] | Molto comune (24,7%) [3,4%] |
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Dolore muscoloscheletrico5 | Molto comune (31,9%) [1,8%] | Molto comune (32,1%) [2,0%] |
Artralgia | Molto comune (24,0%) [0,9%] | Molto comune (19,5%) [1,0%] |
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Stanchezza | Molto comune (23,6%) [2,0%] | Molto comune (22,5%) [1,3%] |
Astenia | Comune (7,0%) [0,9%] | Comune (6,7%) [0,4%] |
*Secondo i criteri NCI-CTCAE (Common Terminology Criteria for Adverse Events del National Cancer Institute), versione 4.03. 1 Include più termini per l'EI. 2 Le seconde malignità primitive erano definite come SMQ «malignità» (inclusi l'SMQ «malignità ematologiche» e l'SMQ «malignità non ematologiche»), SMQ «linfomi maligni» [narrow] e SMQ «sindrome mielodisplastica» [narrow]. 3 Le seconde malignità primitive (ad eccezione del cancro della cute non melanoma) erano definite dai criteri per le seconde malignità primitive esclusi i termini preferiti (PT) subordinati al termine di alto livello «tumori cutanei maligni e non specificati (escl. melanomi)». 4 Include tutti i PT con fibrillazione atriale o flutter atriale. 5 Include dolore dorsale, dolore osseo, dolore muscoloscheletrico del torace, dolore muscoloscheletrico, fastidio muscoloscheletrico, sindrome del dolore miofasciale, dolore al collo, dolore a un arto, mialgia, dolore spinale. 6 Include eventi dopo il termine del periodo di segnalazione nell'ambito degli studi. 7 Valori ematologici anomali agli esami di laboratorio dovuti al trattamento. |
Descrizione di specifici effetti indesiderati e informazioni supplementari
Epatotossicità
Nei pazienti che hanno ricevuto Calquence è stata segnalata epatotossicità, prevalentemente sotto forma di aumento delle transaminasi. Sono stati osservati anche casi gravi di epatotossicità. Non è stato stabilito un nesso causale tra Calquence e l'epatotossicità/l'aumento delle transaminasi osservati.
Sincope e cadute
Negli studi clinici e nella fase post-marketing, nei pazienti trattati con Calquence sono state osservate sincopi e cadute (cfr. «Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine»).
Pazienti anziani
Dei 1478 partecipanti agli studi clinici su CALQUENCE in monoterapia, il 42.2% apparteneva alla fascia di età ≥65 anni e <75 anni e il 20.6% apparteneva alla fascia di età ≥75 anni. Nei pazienti di età pari o superiore ai 75 anni, gli eventi avversi di grado ≥3 sono stati più frequenti (77,4%) rispetto ai pazienti della fascia di età ≥65 anni e <75 anni (68,4%) o ai pazienti sotto i 65 anni (59,3%). Nei pazienti di età pari o superiore ai 75 anni confrontati con le altre due fasce di età, sono stati osservati maggiori tassi di polmonite di qualsiasi grado (rispettivamente 19,7%, 15,9% e 13,5%), inclusa polmonite di grado ≥3 (rispettivamente 14,4%, 8,2% e 6,0%).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non esiste un trattamento specifico per il sovradosaggio di CALQUENCE e i sintomi del sovradosaggio non sono noti. In caso di sovradosaggio, i pazienti devono essere strettamente monitorati per segni o sintomi di effetti indesiderati ed è necessario avviare un trattamento sintomatico appropriato.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
L01EL02
Meccanismo d'azione
Acalabrutinib è un inibitore selettivo, a basso peso molecolare, della tirosin-chinasi di Bruton (BTK). La BTK è una molecola di segnalazione coinvolta nelle vie di trasduzione dei segnali del recettore per l'antigene dei linfociti B (BCR) e del recettore delle citochine. Nei linfociti B, la segnalazione mediata dalla BTK si traduce nella sopravvivenza e nella proliferazione cellulare ed è necessaria per l'adesione, il trafficking e la chemiotassi delle cellule.
Acalabrutinib e il suo metabolita attivo (ACP-5862) formano un legame covalente con un residuo cisteinico nel sito attivo della BTK, portando all'inattivazione irreversibile e selettiva della BTK (IC50 ≤5 nM) con minime interazioni off-target. In uno screening di 380 chinasi wild type di mammiferi, le uniche chinasi aggiuntive a risultare alterate a concentrazioni clinicamente rilevanti di acalabrutinib e ACP-5862 sono state BMX e ERBB4, con un'alterazione 3-4 volte meno potente rispetto a quella di BTK.
In studi non clinici, acalabrutinib ha inibito l'attivazione BTK-mediata delle proteine di segnalazione a valle CD86 e CD69, ha frenato la proliferazione e la sopravvivenza dei linfociti B maligni e ha mostrato una minima attività su altre cellule immunitarie (linfociti T e cellule NK).
Farmacodinamica
In pazienti con neoplasie maligne a linfociti B trattati con acalabrutinib 100 mg due volte al giorno, l'occupazione mediana della BTK nel sangue periferico allo stato stazionario è risultata ≥95% e si è mantenuta per oltre 12 ore, con conseguente inattivazione della BTK nell'intero intervallo di somministrazione raccomandato.
Elettrofisiologia cardiaca
In uno studio specifico sul QT, la somministrazione di dosi singole da 100 mg e 400 mg di acalabrutinib non ha fatto osservare alcun prolungamento clinicamente rilevante dell'intervallo QT/QTc per effetto di acalabrutinib (ad es., non maggiore o uguale a 10 ms).
Efficacia clinica
Pazienti con LLC non trattata in precedenza – ELEVATE-TN
La sicurezza e l'efficacia di CALQUENCE in pazienti con LLC non pre-trattata sono state esaminate in uno studio di fase III multicentrico, randomizzato, in aperto (ELEVATE-TN), al quale hanno partecipato 535 pazienti. La LLC doveva essere CD20+, diagnosticata in base ai criteri IWCLL del 2008 e attiva/richiedente trattamento. Inoltre, la conta assoluta dei neutrofili e quella piastrinica dovevano essere indipendenti dal fattore di crescita o dal supporto trasfusionale ed essere rispettivamente superiori a 750 e 50 000 cellule/μl (in caso di interessamento del midollo osseo, rispettivamente superiori a 500 e 30 000 cellule/μl). I pazienti con interessamento del SNC, leucemia prolinfocitica o trasformazione di Richter erano esclusi dalla partecipazione. I pazienti hanno ricevuto CALQUENCE più obinutuzumab, CALQUENCE in monoterapia oppure obinutuzumab più clorambucile. Nello studio ELEVATE-TN, sono stati inclusi pazienti di età pari o superiore ai 65 anni e di età compresa tra i 18 e i 65 anni con comorbilità (clearance della creatinina 30-69 ml/min e/o punteggio CIRS-G >6). I pazienti potevano ricevere in concomitanza agenti antitrombotici, ad eccezione di warfarin e antagonisti della vitamina K equivalenti.
I pazienti sono stati randomizzati in rapporto 1:1:1 e assegnati a uno dei 3 bracci di trattamento seguenti:
·CALQUENCE più obinutuzumab (CALQUENCE+G): CALQUENCE è stato somministrato a una dose di 100 mg due volte al giorno a partire dal giorno 1 del ciclo 1 fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile. Obinutuzumab è stato somministrato a partire dal giorno 1 del ciclo 2 per un massimo di 6 cicli di trattamento. Obinutuzumab è stato somministrato a una dose di 1000 mg nei giorni 1 e 2 (100 mg il giorno 1 e 900 mg il giorno 2), 8 e 15 del ciclo 2, seguito da 1000 mg il giorno 1 dei cicli da 3 a 7. Ogni ciclo di trattamento aveva una durata di 28 giorni.
·CALQUENCE in monoterapia: CALQUENCE è stato somministrato a una dose di 100 mg due volte al giorno fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile.
·Obinutuzumab più clorambucile (GClb): obinutuzumab e clorambucile sono stati somministrati per un massimo di 6 cicli di trattamento. Obinutuzumab è stato somministrato a una dose di 1000 mg nei giorni 1 e 2 (100 mg il giorno 1 e 900 mg il giorno 2), 8 e 15 del ciclo 1, seguito da 1000 mg il giorno 1 dei cicli da 2 a 6. Clorambucile è stato somministrato a una dose di 0,5 mg/kg nei giorni 1 e 15 dei cicli da 1 a 6. Ogni ciclo di trattamento aveva una durata di 28 giorni.
I pazienti sono stati stratificati per stato di mutazione da delezione 17p (presenza/assenza), stato di performance secondo l'ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group, 0 o 1 rispetto a 2) e regione geografica (Nord America ed Europa occidentale rispetto ad altre aree). Dopo la progressione confermata della malattia, 45 pazienti randomizzati al braccio GClb hanno ricevuto CALQUENCE in monoterapia nell'ambito di un crossover.
Le caratteristiche al basale dei tre bracci (CALQUENCE più obinutuzumab [n=179], CALQUENCE in monoterapia [n=179] e obinutuzumab più clorambucile [n=177]) erano generalmente bilanciate con, rispettivamente, un'età mediana di 70, 70 e 71 anni, una rappresentanza del sesso maschile pari al 62%, 62% e 59,9%; ECOG-PS di 0-1 nel 94,4%, 92,2% e 94,4% dei casi; un tempo mediano dalla diagnosi di 30,5, 24,4 e 30,7 mesi. I fattori citogenetici (del17p, del11q, mutazione TP53, IGHV non mutato, cariotipo complesso) e lo stadio Rai erano generalmente bilanciati.
L'endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS) valutata da un comitato indipendente (IRC) in base ai criteri IWCLL (International Workshop on Chronic Lymphocytic Leukemia) del 2008, tenendo conto dei chiarimenti sulla linfocitosi correlata al trattamento (Cheson 2012). Dopo un follow-up mediano di 28,3 mesi, la PFS determinata dall'IRC ha mostrato una riduzione statisticamente significativa, pari al 90%, del rischio di progressione della malattia o di morte per i pazienti affetti da LLC non pre-trattata nel braccio di trattamento CALQUENCE+G rispetto al braccio di trattamento GClb. Al momento dell'analisi, la sopravvivenza globale mediana non era ancora stata raggiunta in nessuno dei bracci di trattamento, con un totale di 37 decessi: 9 (5%) nel braccio di trattamento CALQUENCE+G, 11 (6,1%) nel braccio di trattamento CALQUENCE in monoterapia e 17 (9,6%) nel braccio GClb. I dati di efficacia sono presentati nella tabella 6.
Tabella 6. Risultati di efficacia nei pazienti con LLC (ELEVATE-TN)
Caratteristica | CALQUENCE più obinutuzumab N=179 | CALQUENCE in monoterapia n=179 | Obinutuzumab più clorambucile n=177 |
Sopravvivenza libera da progressione* |
Numero di eventi (%) | 14 (7,8) | 26 (14,5) | 93 (52,5) |
Mediana (IC al 95%), mesi | NR | NR (34,2; NR) | 22,6 (20,2; 27,6) |
HR† (IC al 95%) | 0,10 (0,06; 0,17) | 0,20 (0,13; 0,30) | - |
Tasso di risposta complessiva* |
ORR, n (%) (IC al 95%) | 168 (93,9) (89,3; 96,5) | 153 (85,5) (79,6; 89,9) | 139 (78,5) (71,9; 83,9) |
CR, n (%) | 23 (12,8) | 1 (0,6) | 8 (4,5) |
IC=intervallo di confidenza; HR=rapporto di rischio; NR=non raggiunto; CR=remissione completa (Complete Response); CRi=remissione completa con recupero incompleto della conta ematica; nPR=remissione parziale nodulare; PR=remissione parziale (Partial Response);
*Secondo la valutazione IRC
†Basato su un modello dei rischi proporzionali di Cox stratificato
I risultati di PFS per il trattamento con CALQUENCE con o senza obinutuzumab sono stati simili nei diversi sottogruppi, inclusi quelli con caratteristiche di rischio elevato (delezione 17p, delezione 11q, mutazione TP53 e IGHV non mutato).
È stata osservata trasformazione di Richter in 6 pazienti (3,4%) nel braccio con acalabrutinib in monoterapia (e in nessun paziente nel braccio di terapia combinata) durante la fase randomizzata e in 1 paziente (2,2%) nel braccio clorambucile/obinutuzumab durante la fase di crossover.
Pazienti con LLC non trattata in precedenza – durata fissa della terapia – AMPLIFY
La sicurezza e l'efficacia di CALQUENCE in combinazione con venetoclax nella LLC non trattata in precedenza sono state esaminate in uno studio multicentrico di fase III, randomizzato, in aperto (AMPLIFY). I pazienti hanno ricevuto CALQUENCE più venetoclax o una immunochemioterapia scelta dello sperimentatore: FCR (fludarabina più ciclofosfamide più rituximab) o BR (bendamustina più rituximab). Lo studio AMPLIFY ha incluso pazienti non trattati in precedenza, di età pari o superiore a 18 anni, con LLC senza delezione 17p o mutazione TP53.
Sono stati esclusi dalla partecipazione i pazienti con un singolo punteggio CIRS-G di 4 o punteggio totale CIRS-G >6, anemia emolitica autoimmune non controllata o porpora trombocitopenica idiopatica, anamnesi confermata di leucoencefalopatia multifocale progressiva e vaccinazione con virus vivi ricevuta nei 28 giorni precedenti la prima dose del preparato sperimentale. I pazienti potevano ricevere in concomitanza agenti antitrombotici, ad eccezione di warfarin o antagonisti della vitamina K equivalenti. Lo studio ha arruolato pazienti durante la pandemia da COVID-19.
I pazienti sono stati randomizzati in rapporto 1:1 e assegnati a uno dei seguenti bracci di trattamento:
·CALQUENCE più venetoclax (AV): A partire dal giorno 1 del ciclo 1, CALQUENCE 100 mg è stato somministrato due volte al giorno per un totale di 14 cicli o fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile. Il giorno 1 del ciclo 3, i pazienti hanno iniziato lo schema di titolazione verso l'alto per venetoclax, della durata di 5 settimane, alla dose di 20 mg, aumentando settimanalmente a 50 mg, 100 mg, 200 mg e infine a 400 mg una volta al giorno. Venetoclax è stato somministrato per un totale di 12 cicli. Ogni ciclo di trattamento aveva una durata di 28 giorni.
·Immunochemioterapia scelta dello sperimentatore (FCR/BR):
·Fludarabina più ciclofosfamide più rituximab (FCR): fludarabina (25 mg/m2) e ciclofosfamide (250 mg/m2) sono stati somministrati nei giorni 1-3 di un massimo di 6 cicli. Rituximab è stato somministrato alla dose di 375 mg/m2 il giorno 1 del ciclo 1 e alla dose di 500 mg/m2 il giorno 1 dei cicli da 2 fino a massimo 6. Ogni ciclo di trattamento aveva una durata di 28 giorni.
·Bendamustina più rituximab (BR): bendamustina 90 mg/m2 è stata somministrata nei giorni 1 e 2 di un massimo di 6 cicli. Rituximab è stato somministrato alla dose di 375 mg/m2 il giorno 1 del ciclo 1 e alla dose di 500 mg/m2 il giorno 1 dei cicli da 2 fino a massimo 6. Ogni ciclo di trattamento aveva una durata di 28 giorni.
I pazienti sono stati stratificati in base all'età (>65 anni o ≤65 anni), allo stato di mutazione di IGHV (mutato vs non mutato), allo stadio Rai (rischio elevato [≥3] vs assenza di rischio elevato) e alla regione geografica (America settentrionale vs Europa occidentale vs altre regioni). Nella tabella 7 sono riepilogate le caratteristiche demografiche al basale e le caratteristiche della malattia dei bracci di trattamento.
Tabella 7. Caratteristiche al basale dei pazienti (AMPLIFY) con LLC non trattata in precedenza
Caratteristica | AV N=291 | FCR/BR N=290 |
Età, anni; mediana (range) | 61 (31-84) | 61 (26-86) |
Sesso maschile, % | 61,2 | 63,1 |
Caucasici, % | 91,1 | 86,9 |
Stato di performance sec. l'ECOG 0-1, % | 90,0 | 90,3 |
Tempo mediano dalla diagnosi alla randomizzazione (mesi) | 28,5 | 29,6 |
Bulky disease con linfonodi ≥5 cm, % | 38,8 | 42,8 |
Categoria citogenetica/FISH, % | | |
Delezione 11q | 17,5 | 15,9 |
Cariotipo complesso (≥3 anomalie) | 15,5 | 14,5 |
IGHV non mutato, % | 57,4 | 59,3 |
Stadio Rai, % | | |
0 | 1,0 | 1,4 |
I | 16,2 | 21,4 |
II | 35,7 | 33,4 |
III | 23,7 | 20,3 |
IV | 23,4 | 23,4 |
L'endpoint primario era la PFS valutata da un IRC per il braccio AV versus l'immunochemioterapia scelta dallo sperimentatore (FCR/BR) in base ai criteri IWCLL del 2018. Ulteriori endpoint di efficacia erano la malattia residua minima (MRD) nel sangue periferico, misurata mediante citometria a flusso (10-4), e la sopravvivenza globale (OS). Il confronto della MRD è stato effettuato sulla base del ciclo 9 (AV) o dopo un periodo di 12 settimane dall'inizio del ciclo 6 (FCR/BR).
Dopo un follow-up mediano di 41,3 mesi, la PFS valutata dall'IRC ha mostrato una riduzione statisticamente significativa, pari al 35%, del rischio di progressione della malattia o di morte per i pazienti trattati con AV rispetto a FCR/BR (HR 0,65°[IC al 95% (0,49; 0,87]).
Una MRD negativa ai punti temporali su indicati è stata raggiunta in 78 (26,8%) pazienti trattati con AV e in 148 (51,0%) pazienti nel braccio C trattato con FCR/BR (rischio relativo a favore del braccio FCR/BR: 0,5 (IC al 95% 0,4; 0,7).
Dopo un periodo di follow-up mediano di 46,4 mesi, l'HR per la OS è risultato pari a 0,42 [IC al 95% (0,25; 0,70)] per il braccio AV rispetto al braccio FCR/BR, con un totale di 67 eventi di morte, 23 (7,9%) dei quali nel braccio AV e 44 (15,2%) nel braccio FCR/BR. Poiché non è stato possibile continuare l'analisi statistica a causa del risultato della MRD, non è stato possibile stabilire una significatività statistica per il risultato della OS.
Il beneficio di CALQUENCE in combinazione con venetoclax in termini di riduzione del rischio nella PFS è risultato coerente nel sottogruppo di pazienti affetti da LLC con IGHV non mutato.
Pazienti con LLC che hanno ricevuto almeno un precedente trattamento – ASCEND
La sicurezza e l'efficacia di CALQUENCE in pazienti con LLC recidivata o refrattaria sono state esaminate in uno studio di fase III multicentrico, randomizzato, in aperto (ASCEND), al quale hanno partecipato 310 pazienti che avevano ricevuto almeno un precedente trattamento. Non era consentito un precedente trattamento con inibitori della proteina BCL-2 (del linfoma a linfociti B-2) (ad es. venetoclax), inibitori del recettore dei linfociti B (BCR) (ad es. inibitori BTK o PI3K) o a radioterapia o terapie anticorpali o coniugate a tossine. La LLC doveva essere CD20+, diagnosticata in base ai criteri IWCLL del 2008 e attiva/richiedente trattamento. Inoltre, la conta assoluta dei neutrofili e quella piastrinica dovevano essere indipendenti dal fattore di crescita o dal supporto trasfusionale ed essere rispettivamente superiori a 750 e 50 000 cellule/μl (in caso di interessamento del midollo osseo, rispettivamente superiori a 500 e 30 000 cellule/μl). I pazienti con interessamento del SNC, leucemia prolinfocitica o trasformazione di Richter erano esclusi dalla partecipazione. I pazienti hanno ricevuto CALQUENCE in monoterapia o un trattamento a scelta dello sperimentatore costituito da idelalisib più rituximab o bendamustina più rituximab. L'uso di antitrombotici era consentito, ad eccezione di warfarin e antagonisti della vitamina K equivalenti.
I pazienti sono stati randomizzati in rapporto 1:1 e assegnati a uno dei seguenti gruppi di trattamento:
·CALQUENCE 100 mg due volte al giorno fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile, oppure
·a scelta dello sperimentatore:
·idelalisib 150 mg due volte al giorno fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile, in combinazione con ≤8 infusioni di rituximab (375 mg/m2/500 mg/m2) il giorno 1 di ciascun ciclo di 28 giorni per un massimo di 6 cicli
·bendamustina 70 mg/m2 (giorno 1 e 2 di ciascun ciclo di 28 giorni) in combinazione con rituximab (375 mg/m2/500 mg/m2) il giorno 1 di ciascun ciclo di 28 giorni per un massimo di 6 cicli
I pazienti sono stati stratificati per fattori di mutazione da delezione 17p (presenza/assenza), stato di performance secondo l'ECOG (0 o 1 rispetto a 2) e numero dei trattamenti pregressi (1-3 rispetto a ≥4). Dopo progressione confermata della malattia, 35 pazienti inizialmente trattati con idelalisib più rituximab oppure con bendamustina più rituximab in base alla scelta dello sperimentatore hanno ricevuto CALQUENCE nell'ambito di un crossover.
Le caratteristiche al basale dei due bracci (CALQUENCE in monoterapia [n=155] e trattamento scelto dallo sperimentatore con idelalisib + rituximab oppure bendamustina + rituximab [n=155]) erano generalmente bilanciate con, rispettivamente, età mediana di 68 e 67 anni, una rappresentanza del sesso maschile pari al 69,7% e 64,5%, ECOG-PS di 0-1 nell'87,7% e 86,5% dei casi, un tempo mediano dalla diagnosi di 85,3 e 79 mesi, un tempo mediano tra l'ultima terapia precedente per la LLC e la prima dose di 26,4 e 22,7 mesi. I fattori citogenetici (del17p, del11q, mutazione TP53, IGHV non mutato, cariotipo complesso) e lo stadio Rai erano generalmente bilanciati.
L'endpoint primario era la PFS valutata da un IRC in base ai criteri IWCLL del 2008, tenendo conto dei chiarimenti sulla linfocitosi correlata al trattamento (Cheson 2012). Al momento della prima analisi pre-specificata con un follow-up mediano di 16,1 mesi, CALQUENCE ha mostrato un miglioramento clinicamente rilevante e statisticamente significativo della PFS valutata dall'IRC rispetto al braccio IR/BR (tasso di rischio 0,31 [IC al 95% 0,20-0,49], p<0,0001). Al momento dell'analisi, la sopravvivenza globale mediana non era ancora stata raggiunta in nessuno dei bracci di trattamento, con un totale di 33 decessi: 15 (9,7%) nel braccio CALQUENCE in monoterapia e 18 (11,6%) nel braccio di trattamento con la terapia scelta dallo sperimentatore (idelalisib più rituximab o bendamustina più rituximab). In un'ulteriore analisi non pre-specificata dopo un follow-up mediano di 22 mesi, la PFS mediana (che, a differenza dell'endpoint primario, è stata valutata dallo sperimentatore), non è stata raggiunta nel braccio CALQUENCE e nel braccio IR/BR è risultata di 16,8 mesi (rapporto di rischio 0,27 [IC al 95% 0,18-0,40]. I dati sulla sopravvivenza globale erano ancora immaturi, con 21 (13,5%) eventi nel braccio CALQUENCE e 26 (16,8%) eventi nel braccio di confronto. I risultati di efficacia dell'analisi pre-specificata sono illustrati nella tabella 8.
Tabella 8. Risultati di efficacia nei pazienti con LLC (ASCEND)
| CALQUENCE in monoterapia n=155 | Trattamento scelto dallo sperimentatore costituito da idelalisib + rituximab (n=119) o bendamustina + rituximab (n=36) n=155 |
Sopravvivenza libera da progressione* |
Numero di eventi (%) | 27 (17,4) | 68 (43,9) |
Mediana (IC al 95%), mesi | NR | 16,5 (14,0; 17,1) |
HR† (IC al 95%) | 0,31 (0,20; 0,49) |
Tasso di risposta complessiva* |
ORR, n (%) (IC al 95%) | 126 (81,3) (74,4; 86,6) | 117 (75,5) (68,1; 81,6) |
CR, n (%) | 0 | 2 (1,3) |
Durata della risposta* (DoR) |
Mediana (IC al 95%), mesi | NR | 13,6 (11,9; NR) |
IC=intervallo di confidenza; HR=rapporto di rischio; NR=non raggiunto; CR=remissione completa (Complete Response); PR=remissione parziale (Partial Response)
*Secondo la valutazione IRC
†Basato su un modello dei rischi proporzionali di Cox stratificato
I risultati di PFS per il trattamento con CALQUENCE sono stati simili nei diversi sottogruppi, inclusi quelli con caratteristiche di rischio elevato (delezione 17p, delezione 11q, mutazione TP53 e IGHV non mutato).
È stata osservata trasformazione di Richter in 4 pazienti (2,6%) nel braccio con acalabrutinib in monoterapia e in 3 pazienti (2,0%) nel braccio idelalisib più rituximab / bendamustina più rituximab durante la fase randomizzata e in 2 pazienti (5,7%) nel braccio idelalisib più rituximab / bendamustina più rituximab durante la fase di crossover.
Pazienti con MCL non trattato in precedenza – ECHO
L'efficacia di CALQUENCE in pazienti con MCL non trattato in precedenza è stata esaminata in ECHO, uno studio multicentrico di fase III, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, cui hanno partecipato 598 pazienti di età pari o superiore a 65 anni con MCL confermato non trattato in precedenza. Sono stati esclusi dallo studio i pazienti che avevano come obiettivo terapeutico la riduzione del tumore prima del trapianto di cellule staminali autologo. La randomizzazione dei pazienti è stata stratificata per regione geografica (Nord America vs Europa occidentale vs altre) e punteggio MIPI (Mantle Cell Lymphoma International Prognostic Index) semplificato (0-3 vs 4-5 vs 6-11). Lo studio ha arruolato pazienti durante la pandemia da COVID-19.
I pazienti sono stati randomizzati in rapporto 1:1 a due bracci:
·CALQUENCE più bendamustina e rituximab (braccio CALQUENCE + BR) – CALQUENCE 100 mg è stato somministrato in modo continuativo due volte al giorno a partire dal Giorno 1 del Ciclo 1. Bendamustina, 90 mg/m2, è stata somministrata per via endovenosa nell'arco di 30 minuti nei giorni 1 e 2 di ciascuno dei sei cicli di 28 giorni e rituximab 375 mg/m2 è stato somministrato per via endovenosa il giorno 1 di ciascuno dei sei cicli di 28 giorni. CALQUENCE + BR sono stati somministrati per un massimo di 6 cicli di trattamento (trattamento di induzione).
·Placebo più bendamustina e rituximab (braccio placebo + BR) – il placebo è stato somministrato in modo continuativo due volte al giorno a partire dal giorno 1 del ciclo 1. Bendamustina, 90 mg/m2, è stata somministrata per via endovenosa nell'arco di 30 minuti nei giorni 1 e 2 di ciascuno dei sei cicli di 28 giorni e rituximab 375 mg/m2 è stato somministrato per via endovenosa il giorno 1 di ciascuno dei sei cicli di 28 giorni. Placebo + BR sono stati somministrati per un massimo di 6 cicli di trattamento (trattamento di induzione).
CALQUENCE o il placebo sono stati somministrati in modo continuativo fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile. Dopo il trattamento di induzione, i pazienti del braccio placebo + BR che avevano ottenuto una risposta (remissione parziale o completa) hanno ricevuto una dose di mantenimento di rituximab da 375 mg/m2 il giorno 1 di cicli alterni per un massimo di 12 dosi aggiuntive fino al ciclo 30. Nell'ambito di un crossover, i pazienti randomizzati al braccio placebo + BR con progressione confermata della malattia potevano passare alla monoterapia con CALQUENCE a una dose di 100 mg due volte al giorno fino alla comparsa di una seconda progressione della malattia o di un secondo evento di tossicità inaccettabile.
L'età mediana era di 71 anni (65-86); la rappresentanza del sesso maschile era pari al 70,7%; i soggetti erano al 78,3% bianchi; il 93,1% dei pazienti aveva uno stato di performance ECOG di 0-1. Il punteggio MIPI semplificato era basso (0-3) nel 33,1%, intermedio (4-5) nel 42,8% e alto (6-11) nel 24,1% dei pazienti. Complessivamente, il 37,7% dei pazienti aveva un volume tumorale ≥5 e l'86% era in stadio Ann Arbor IV. Varianti aggressive del MCL, come la forma blastoide e pleomorfa, sono state riscontrate rispettivamente nel 7,7% e nel 5,5% dei pazienti. Complessivamente, il 47,8% dei pazienti aveva un punteggio Ki-67 ≥30%. Le caratteristiche al basale erano simili nei due bracci di trattamento.
L'endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS) valutata da un comitato indipendente (IRC, Independent Review Committee) in base alla classificazione di Lugano dei NHL nei pazienti con MCL non trattato in precedenza. Altri endpoint di efficacia controllati per la molteplicità erano il tasso di risposta complessiva (ORR) e la sopravvivenza globale (OS) valutati dall'IRC. Il disegno dello studio, privo di una seconda randomizzazione per la terapia post-induzione, non consente di trarre conclusioni circa il beneficio della terapia prolungata con Calquence fino alla progressione della malattia o a tossicità inaccettabile.
Dopo un follow-up mediano di 46,1 mesi nel braccio CALQUENCE + BR e 44,4 mesi nel braccio placebo + BR, la valutazione della PFS da parte dell'IRC ha evidenziato una riduzione statisticamente significativa del 27% del rischio di progressione della malattia o di morte per i pazienti trattati con CALQUENCE + BR rispetto a placebo + BR. Tuttavia, in alcuni sottogruppi sono emerse discrepanze, in termini sia di PFS che di OS. Particolarmente degna di nota è la discrepanza relativa al sesso: l'HR per la PFS nei 423 uomini esaminati è risultato pari a 0,91 (0,68, 1,21) vs 0,34 (0,19, 0,58) nelle 175 donne; analogamente, l'HR per la OS è risultato pari a 1,01 (0,74, 1,38) per gli uomini e a 0,52 (0,28, 0,94) per le donne.
L'ORR valutato dall'IRC non ha evidenziato differenze statisticamente significative tra Calquence più BR e placebo più BR.
Al momento dell'analisi della PFS, la OS mediana non era stata raggiunta in nessuno dei due bracci, con un totale di 203 decessi: 97 (32,4%) nel braccio CALQUENCE + BR e 106 (35,5%) nel braccio placebo + BR, e la OS non ha evidenziato alcuna differenza statisticamente significativa tra i due bracci di trattamento: HR (IC al 95%) (stratificato) 0,86 (0,65, 1,13). I risultati di efficacia sono illustrati nella tabella 9. Le curve di Kaplan-Meier della PFS sono presentate nella figura 1.
Tabella 9. Risultati di efficacia in pazienti con MCL non trattato in precedenza nello studio ECHO
| CALQUENCE + BR N = 299 | Placebo + BR N = 299 |
PFS valutata dall'IRC |
Mediana (IC al 95%) | 66,4 (55,1; n.v.) | 49,6 (36,0; 64,1) |
HR (IC al 95%) (stratificato)* | 0,73 (0,57; 0,94) |
Valore p‡ | 0,0160 |
ORR valutata dall'IRC |
CR + PR n (%) | 272 (91,0) | 263 (88,0) |
IC al 95% | 87,3; 93,8 | 83,9; 91,3 |
CR, n (%) | 199 (66,6) | 160 (53,5) |
PR, n (%) | 73 (24,4) | 103 (34,4) |
Differenza dell'ORR (vs braccio P + BR) | 3,0% | - |
Valore p | 0,2196 | - |
HR = hazard ratio, CR = remissione completa (Complete Response), PR = remissione parziale (Partial Response), n.v. – non valutabile
* Stratificato in base ai fattori di stratificazione della randomizzazione: regioni geografiche (Nord America, Europa occidentale, altre) e punteggio MIPI semplificato (basso rischio [0-3], rischio intermedio [4-5], alto rischio [6-11]), come determinato mediante IXRS. Stima basata su un modello dei rischi proporzionali di Cox stratificato per l'hazard ratio (IC al 95%).
‡ Stima basata su un test log-rank stratificato per il valore p.
Fig. 1. Curva di Kaplan-Meier della PFS secondo la valutazione dell'IRC in pazienti con MCL non trattato in precedenza (ECHO)
Pazienti con MCL che hanno ricevuto almeno un precedente trattamento – ACE-LY-004
La sicurezza e l'efficacia di CALQUENCE nel MCL sono state esaminate in uno studio multicentrico di fase II, in aperto, a braccio singolo (ACE-LY-004), al quale hanno partecipato 124 pazienti pretrattati che non avevano ottenuto una risposta parziale con la terapia precedente o che avevano mostrato progressione dopo la terapia precedente. Tutti i pazienti hanno ricevuto CALQUENCE 100 mg due volte al giorno per via orale fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile. Non hanno partecipato allo studio pazienti precedentemente trattati con inibitori BTK, con altri inibitori della via di segnalazione del recettore dei linfociti B (fosfoinositide-3 chinasi [PI3K] o SYK) o con un inibitore di BCL-2. L'endpoint primario era il tasso di risposta complessiva (ORR) valutato dal medico sperimentatore in base alla classificazione di Lugano dei linfomi non-Hodgkin (NHL). La durata della risposta (DoR) costituiva un ulteriore endpoint. I risultati di efficacia dell'analisi primaria (12 mesi) e dell'analisi finale (54 mesi) sono riportati nella tabella 10.
Nell'analisi primaria, l'età mediana era di 68 anni (intervallo: da 42 a 90 anni) e i soggetti erano al 79,8% uomini e al 74,2% bianchi. All'inizio dello studio, il 92,8% dei pazienti aveva uno stato di performance secondo l'ECOG di 0 o 1. Il tempo mediano dalla diagnosi'era di 46,3 mesi e il numero mediano di trattamenti precedenti era di 2 (intervallo: da 1 a 5), incluso nel 17,7% dei casi un precedente trapianto di cellule staminali. Gli schemi terapeutici precedenti più frequenti erano a base di CHOP (51,6%) e ARA-C (33,9%). All'inizio dello studio, il 37,1% dei pazienti presentava almeno un tumore con diametro massimo ≥5 cm; il 72,6% presentava un interessamento di ulteriori linfonodi e il 50,8% di questi un interessamento del midollo osseo. Il punteggio MIPI semplificato (che tiene conto dell'età, del punteggio ECOG, del valore al basale della lattato deidrogenasi e della conta leucocitaria) era intermedio nel 43,5% e alto nel 16,9% dei pazienti.
Tabella 10. Tasso di risposta complessiva e durata della risposta nei pazienti (ACE-LY-004) con MCL all'analisi a 12 e 54 mesi
| Valutazione dello sperimentatore dopo 12 mesi n = 124 n (%) (IC al 95%*) | Valutazione dello sperimentatore dopo 54 mesi n = 124 n (%) (IC al 95%*) |
Tasso di risposta complessiva (ORR) |
Tasso di risposta complessiva | 100 (80,6%) (72,6; 87,2 | 101 (81,5%) (73,5; 87,9 |
Remissione completa | 49 (39,5%) (30,9; 48,7 | 59 (47,6%) (38,5; 56,7 |
Remissione parziale | 51 (41,1%) (32,4; 50,3 | 42 (33,9%) (25,6; 42,9 |
Malattia stabile | 11 (8,9%) (4,5; 15,3 | 10 (8,1%) (3,9; 14,3 |
Progressione della malattia | 10 (8,1%) (3,9; 14,3 | 10 (8,1%) (3,9; 14,3 |
Non valutabile† | 3 (2,4%) (0,5; 6,9 | 3 (2,4%) (0,5; 6,9 |
Durata della risposta (DoR) |
Mediana (mesi) | NR (13,5; NR) | 28,6 (17,5; 39,1 |
IC = intervallo di confidenza; NR = non raggiunto *Intervallo di confidenza binomiale esatto al 95%. †Comprende soggetti senza valutazione sufficiente della malattia dopo l'inizio dello studio. |
Farmacocinetica
La farmacocinetica di acalabrutinib e quella del suo metabolita attivo, ACP-5862, sono state studiate in soggetti sani e in pazienti con neoplasie maligne a linfociti B. Acalabrutinib mostra una proporzionalità della dose e sia acalabrutinib sia ACP-5862 evidenziano una farmacocinetica quasi lineare in un intervallo di dose compreso tra 75 e 250 mg. Una modellazione di farmacocinetica di popolazione suggerisce che la farmacocinetica di acalabrutinib e ACP-5862 è simile tra i pazienti con diverse neoplasie maligne a linfociti B. Alla dose raccomandata di 100 mg due volte al giorno, nei pazienti con neoplasie maligne a linfociti B (compresi il linfoma a cellule mantellari [LCM] e la LLC), la media geometrica dell'area sotto la curva di concentrazione plasmatica nel tempo nelle 24 ore (AUC24h) e la concentrazione plasmatica massima (Cmax) di acalabrutinib sono state rispettivamente pari a 1679 ng•h/ml e 438 ng/ml e quelle di ACP-5862 sono state di 4166 ng•h/ml e 446 ng/ml.
Assorbimento
Il tempo mediano al raggiungimento della concentrazione plasmatica massima (Tmax) è stato di 0,5 ore (range: 0,2-3,0) per CALQUENCE e di 0,75 ore (range: 0,5-4,0) per ACP-5862. La biodisponibilità assoluta di CALQUENCE è stata del 25%.
Effetto del cibo su acalabrutinib
In soggetti sani, l'assunzione di una singola dose da 100 mg di acalabrutinib con un pasto ad alto contenuto di grassi e ad alto contenuto calorico (circa 918 calorie, 59 grammi di carboidrati, 59 grammi di grassi e 39 grammi di proteine) non ha avuto effetti sull'AUC media rispetto all'assunzione a digiuno. Il risultante valore della Cmax è diminuito del 54% e la tmax è stata ritardata di 1-2 ore.
Distribuzione
Il 97,5% di acalabrutinib e il 98,6% di ACP-5862 si legano alle proteine plasmatiche umane in modo reversibile. La media del rapporto sangue-plasma in vitro è risultata pari a 0,8 per acalabrutinib e a 0,7 per ACP-5862. Il volume di distribuzione medio allo stato stazionario (Vss) è risultato di circa 34 litri per acalabrutinib.
Metabolismo
In vitro, acalabrutinib viene metabolizzato prevalentemente dagli enzimi CYP3A e, in misura minore, tramite coniugazione con il glutatione e idrolisi ammidica. ACP-5862 è stato identificato come il principale metabolita nel plasma, con una media geometrica dell'esposizione (AUC) circa 2- 3 volte superiore all'esposizione ad acalabrutinib. ACP-5862 determina un'inibizione della BTK più debole di circa il 50% rispetto a quella prodotta da acalabrutinib.
Eliminazione
Dopo una singola dose orale di 100 mg di acalabrutinib, la media aritmetica dell'emivita terminale (t1/2) di acalabrutinib è risultata pari a 1,6 ore (range: 0,8-9,0 h). La media aritmetica della t1/2 del metabolita attivo, ACP-5862, è stata di 6,9 ore (range: 2,5-10,1 h).
La clearance orale (CL/F) media è stata pari a 134 l/h per acalabrutinib e 22 l/h per ACP-5862.
In seguito alla somministrazione di una singola dose di acalabrutinib radiomarcato [14C] da 100 mg a soggetti sani, l'84% della dose è stato recuperato nelle feci e il 12% nelle urine, con meno del 2% della dose escreta come acalabrutinib non modificato nelle feci o nelle urine.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
In base ad analisi farmacocinetiche di popolazione, l'età, il sesso, l'etnia (caucasica, afroamericana) e il peso corporeo non hanno avuto effetti clinicamente significativi sulla farmacocinetica di acalabrutinib e del suo metabolita attivo, ACP-5862.
Disturbi della funzionalità renale
Acalabrutinib va incontro ad una minima eliminazione renale. Non sono stati condotti studi di farmacocinetica in pazienti con compromissione della funzionalità renale.
Un'analisi farmacocinetica di popolazione non ha evidenziato differenze clinicamente rilevanti nella farmacocinetica di 408 soggetti con disturbo lieve della funzionalità renale (eGFR tra 60 e 89 ml/min/1,73 m2, stimata mediante la formula MDRD) e di 109 soggetti con disturbo moderato della funzionalità renale (eGFR tra 30 e 59 ml/min/1,73 m2) rispetto a quella di 192 soggetti con funzionalità renale normale (eGFR pari o superiore a 90 ml/min/1,73 m2). La farmacocinetica di acalabrutinib non è stata studiata in pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (eGFR <29 ml/min/1,73 m2) o insufficienza renale con necessità di dialisi. I pazienti con livelli di creatinina superiori a 2,5 volte l'ULN non sono stati inclusi negli studi clinici (cfr. «Posologia/impiego»).
Disturbi della funzionalità epatica
Acalabrutinib viene metabolizzato nel fegato. Negli studi dedicati ai disturbi della funzionalità epatica, rispetto ai partecipanti con funzionalità epatica normale (n=6), l'esposizione (AUC) ad acalabrutinib nei soggetti con disturbo della funzionalità epatica di grado lieve (n=6) (Child-Pugh A), moderato (n=6) (Child-Pugh B) e grave (n=8) (Child-Pugh C) è risultata aumentata rispettivamente di 1,9 volte, 1,5 volte e 5,3 volte. Le analisi farmacocinetiche di popolazione non hanno riportato differenze clinicamente rilevanti tra i soggetti con disturbo della funzionalità epatica di grado lieve (n=79) o moderato (n=6) (bilirubina totale da 1,5 a 3 volte l'ULN e qualsiasi valore AST) rispetto ai soggetti con funzionalità epatica normale (n=613) (bilirubina totale e AST nella norma).
Dati preclinici
Tossicità per somministrazione ripetuta
In studi di tossicità, dosi orali giornaliere di acalabrutinib sono state somministrate a ratti e cani per un periodo di tempo rispettivamente fino a 6 mesi e fino a 9 mesi, facendo registrare livelli di esposizione tollerata superiori all'esposizione terapeutica umana alla dose raccomandata (1,1 volte nel ratto e 8,2 volte nel cane, in base all'AUC).
Nel ratto, con una AUC corrispondente a ≥7 volte la dose umana raccomandata, sono stati osservati effetti renali inclusa degenerazione tubulare. Gli effetti renali sono stati reversibili con completo recupero nei ratti esposti a una dose 4,2 volte superiore a quella raccomandata nell'uomo, mentre sono stati solo parzialmente reversibili nei ratti con esposizioni più alte (pari o superiori a 6,8 volte).
Nel ratto sono stati osservati rilievi epatici dose-dipendenti e reversibili, inclusa necrosi epatocitaria, dopo esposizioni ≥4,2 volte la dose umana raccomandata.
Nei ratti esposti a dosi ≥6,8 volte la dose raccomandata nell'uomo è stata osservata tossicità cardiaca (emorragia, infiammazione, necrosi miocardica). Questi ratti sono deceduti durante lo studio. Non è stato possibile studiare la reversibilità dei rilievi cardiaci, poiché questi stati osservati solo a dosi superiori alla dose massima tollerabile (MTD). Ad esposizioni corrispondenti a 4,2 volte la dose umana raccomandata non sono state osservate tossicità cardiache.
Genotossicità/mutagenicità
Acalabrutinib non ha mostrato mutagenicità né nel test di mutazione batterica inversa né in vitro nel test di aberrazione cromosomica e tanto meno in vivo nel test del micronucleo su midollo osseo di topo.
Cancerogenicità
Non sono stati condotti studi di carcinogenicità con acalabrutinib.
Tossicità per la riproduzione
Non sono stati riportati effetti sulla fertilità nei maschi o nelle femmine di ratto ad esposizioni pari a 10 e 9 volte l'esposizione (AUC) ottenuta nell'essere umano alla dose raccomandata.
In uno studio combinato sulla fertilità e sullo sviluppo embriofetale, acalabrutinib è stato somministrato a femmine di ratto a dosi giornaliere orali fino a 200 mg/kg da 14 giorni prima dell'accoppiamento e fino al giorno di gestazione (GD) 17, senza che siano stati osservati effetti sullo sviluppo embriofetale e sulla sopravvivenza. Con somministrazione di dosi giornaliere orali di 200 mg/kg, l'AUC è stata circa 9 volte superiore a quella osservata nei pazienti alla dose raccomandata di 100 mg due volte al giorno. La presenza di acalabrutinib e del suo metabolita attivo è stata rilevata nel plasma fetale di ratto.
In uno studio sullo sviluppo embriofetale, acalabrutinib è stato somministrato a femmine di coniglio gravide a dosi giornaliere orali fino a 200 mg/kg durante l'organogenesi (GD 6-GD 18). Ad esposizioni che hanno prodotto tossicità nella madre (dosi giornaliere ≥100 mg/kg), corrispondenti a circa 2,4 volte l'esposizione ottenuta nell'essere umano alla dose raccomandata, sono stati osservati riduzione del peso corporeo fetale e ossificazione ritardata. In uno studio sulla riproduzione, è stata osservata distocia (parto prolungato/difficile) nei ratti ad esposizioni >2,3 volte l'esposizione clinica ottenuta con somministrazione di 100 mg due volte al giorno.
Acalabrutinib e il suo metabolita attivo sono stati rilevati nel latte di femmine di ratto in allattamento.
In uno studio sullo sviluppo pre- e postnatale nel ratto, acalabrutinib è stato somministrato a femmine gravide durante l'organogenesi, il parto e la lattazione a dosi orali di 50, 100 e 150 mg/kg/giorno. A dosi ≥100 mg/kg/giorno sono state osservate distocia (travaglio protratto o doloroso) e mortalità dei cuccioli. Con dosi di 100 mg/kg/giorno, l'AUC nelle femmine di ratto gravide è stata circa 2 volte superiore a quella osservata nei pazienti trattati con 100 mg ad intervalli di circa 12 ore. A dosi di 150 mg/kg/giorno, nella generazione F1 sono state altresì osservate papille renali sottosviluppate, con un'AUC circa 5 volte superiore a quella osservata nei pazienti trattati con 100 mg ad intervalli di circa 12 ore.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare nella confezione originale.
Non conservare a temperature superiori a 30°C.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
68817 (Swissmedic).
Confezioni
CALQUENCE 100 mg compresse rivestite con film:
Blister in alluminio/alluminio. Scatole con 6 x 10 compresse rivestite con film [A].
Titolare dell’omologazione
AstraZeneca AG, 6340 Baar.
Stato dell'informazione
Luglio 2025.