Information for healthcare professionals

 

Picture 1 Questo medicamento è soggetto a monitoraggio addizionale. Ciò consente una rapida identificazione delle nuove conoscenze in materia di sicurezza. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare un nuovo o serio effetto collaterale sospetto. Per indicazioni a proposito della segnalazione di effetti collaterali, cfr. la rubrica «Effetti indesiderati».

Nuvaxovid è omologato temporaneamente, cfr. rubrica «Proprietà/effetti».

Nuvaxovid, dispersione per preparazione iniettabile

Composizione

Principi attivi

Una dose (0,5 ml) contiene 5 microgrammi della proteina spike* di SARS-CoV-2 con adiuvante Matrix M.

* Prodotta mediante tecnologia del DNA ricombinante con sistema di espressione di baculovirus in una linea cellulare di insetto derivata da cellule Sf9 della specie Spodoptera frugiperda.

Sostanze ausiliarie

Disodio idrogeno fosfato eptaidrato, sodio diidrogeno fosfato monoidrato, sodio cloruro, polisorbato 80, sodio idrossido (per l’aggiustamento del pH), acido cloridrico (per l’aggiustamento del pH), acqua per preparazioni iniettabili

Adiuvante Matrix-M

L’adiuvante Matrix-M contiene per ogni dose da 0,5 ml: frazione A (42,5 microgrammi) e frazione C (7,5 microgrammi) di estratto di Quillaja saponaria Molina.

Colesterolo, fosfatidilcolina (incluso α-tocoferolo tutto racemico), potassio diidrogeno fosfato, potassio cloruro, disodio idrogeno fosfato diidrato, sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili

 

Una dose da 0,5 ml contiene 4 mg di sodio e 0,003 mg di potassio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Dispersione per preparazione iniettabile (iniezione).

Dispersione da incolore a leggermente gialla, da limpida a leggermente opalescente (pH 7,2).

Flaconcino multidose contenente 10 dosi da 0,5 ml.

Indicazioni/possibilità d’impiego

Nuvaxovid è indicato per l’immunizzazione attiva per la prevenzione di COVID-19, malattia causata dal virus SARS CoV 2, in soggetti di età pari o superiore a 12 anni.

L’uso di questo vaccino deve essere conforme alle raccomandazioni ufficiali.

Posologia/impiego

Vaccinazione primaria

Soggetti di età pari o superiore a 12 anni

Nuvaxovid viene somministrato per via intramuscolare come ciclo di 2 dosi da 0,5 ml ciascuna. Si raccomanda di somministrare la seconda dose 3 settimane dopo la prima dose, vedere paragrafo «Proprietà/effetti». Non ci sono dati disponibili sull’intercambiabilità di Nuvaxovid con altri vaccini anti COVID-19 per il completamento del ciclo di vaccinazione primario. I soggetti che hanno ricevuto una prima dose di Nuvaxovid devono ricevere la seconda dose di Nuvaxovid per completare il ciclo di vaccinazione.

 

Dose di richiamo

Dose di richiamo in soggetti di età pari o superiore a 18 anni

Nuvaxovid (0,5 ml) può essere somministrato per via intramuscolare come dose di richiamo omologa circa 6 mesi dopo la seconda dose del ciclo primario di Nuvaxovid in soggetti di età pari o superiore a 18 anni.

Inoltre, i dati supportano la somministrazione di Nuvaxovid per via intramuscolare come dose di richiamo eterologa dopo un ciclo primario con vari vaccini anti COVID-19 (vedere “Proprietà/effetti”).

Pazienti anziani

Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei soggetti anziani di età pari o superiore a 65 anni.

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l’efficacia di Nuvaxovid nei bambini di età inferiore a 12 anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione

Nuvaxovid viene somministrato esclusivamente mediante iniezione intramuscolare, preferibilmente nel muscolo deltoide del braccio.

Non iniettare il vaccino per via intravascolare, sottocutanea o intradermica.

Il vaccino non deve essere miscelato nella stessa siringa con altri vaccini o medicinali.

Per le precauzioni da adottare prima della somministrazione del vaccino, vedere paragrafo «Avvertenze e misure precauzionali».

Per le istruzioni sulla manipolazione e lo smaltimento del vaccino, vedere paragrafo «Altre indicazioni».

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo «Composizione».

Avvertenze e misure precauzionali

Tracciabilità

Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.

 

Ipersensibilità e anafilassi

Sono stati segnalati eventi di anafilassi con vaccini anti COVID-19, incluso Nuvaxovid. In caso di reazione anafilattica a seguito della somministrazione del vaccino devono essere sempre prontamente disponibili un trattamento e una supervisione medica adeguati.

Dopo la vaccinazione si raccomanda un attento monitoraggio per almeno 15 minuti. A coloro che hanno manifestato anafilassi alla prima dose di Nuvaxovid non deve essere somministrata una seconda dose del vaccino.

Miocardite e pericardite

In seguito alluso di Nuvaxovid sono stati segnalati casi molto rari di miocardite e pericardite.

Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e sintomi di miocardite e pericardite. I vaccinati (compresi i genitori/caregiver) devono essere istruiti a richiedere immediatamente assistenza medica se insorgono sintomi indicativi di miocardite o pericardite, come dolore toracico (acuto e persistente), fiato corto o palpitazioni, dopo la vaccinazione. Gli operatori sanitari devono consultare linee guida e/o specialisti per diagnosticare e trattare questa condizione.

 

Reazioni correlate all’ansia

Reazioni correlate all’ansia, tra cui reazioni vasovagali (sincope), iperventilazione o reazioni dovute allo stress, possono verificarsi in associazione alla vaccinazione come risposta psicogena all’iniezione con ago. È importante che vengano adottate precauzioni per evitare lesioni da svenimento.

 

Malattia concomitante

La vaccinazione deve essere rimandata nei soggetti affetti da malattia febbrile acuta severa o da infezione acuta. La presenza di un’infezione lieve e/o di febbre di lieve entità non deve comportare il rinvio della vaccinazione.

 

Trombocitopenia e disturbi della coagulazione

Come per le altre iniezioni intramuscolari, il vaccino deve essere somministrato con cautela nei soggetti in terapia anticoagulante o che presentano trombocitopenia o disturbi della coagulazione (come l’emofilia), poiché, a seguito di una somministrazione per via intramuscolare, in questi soggetti possono verificarsi eventi di sanguinamento o lividura.

 

Soggetti immunocompromessi

L’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino sono state valutate in un numero limitato di soggetti immunocompromessi. L’efficacia di Nuvaxovid potrebbe essere inferiore nei soggetti immunodepressi.

 

Durata della protezione

La durata della protezione offerta dal vaccino non è nota, in quanto ancora in via di determinazione nelle sperimentazioni cliniche in corso.

 

Limitazioni dell’efficacia del vaccino

La protezione potrebbe non essere completa fino a 7 giorni dopo la somministrazione della seconda dose. Come per tutti i vaccini, la vaccinazione con Nuvaxovid potrebbe non proteggere tutti i soggetti vaccinati.

 

Altre precauzioni

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose, cioè essenzialmente “senza sodio”.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol potassio (39 mg) per dose, cioè essenzialmente “senza potassio”.

Interazioni

La co-somministrazione di Nuvaxovid con vaccini antinfluenzali inattivati è stata valutata in un numero limitato di partecipanti a un sottostudio esplorativo di una sperimentazione clinica, vedere paragrafo «Effetti indesiderati» e paragrafo «Proprietà/effetti».

La risposta anticorpale a SARS CoV 2 è stata inferiore quando Nuvaxovid è stato somministrato in concomitanza con un vaccino antinfluenzale inattivato. La rilevanza clinica di questo dato non è nota.

La somministrazione concomitante di Nuvaxovid con altri vaccini non è stata studiata.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

I dati relativi all’uso di Nuvaxovid in donne in gravidanza sono limitati. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrio-fetale, parto o sviluppo postnatale, vedere paragrafo «Dati preclinici».

La somministrazione di Nuvaxovid in gravidanza deve essere considerata solo quando i potenziali benefici superano i potenziali rischi per la madre e per il feto.

Allattamento

Non è noto se Nuvaxovid sia escreto nel latte materno umano.

Non si ritiene che Nuvaxovid possa causare effetti su neonati/lattanti, dal momento che l’esposizione sistemica a Nuvaxovid di donne che allattano è trascurabile.

Fertilità

Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva, vedere paragrafo Dati preclinici’.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Nuvaxovid non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Tuttavia, alcuni degli effetti menzionati al paragrafo Effetti indesideratipossono condizionare in modo temporaneo la capacità di guidare veicoli o usare macchinari.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Partecipanti di età pari o superiore a 18 anni - dopo il ciclo di vaccinazione primaria a due dosi

La sicurezza di Nuvaxovid è stata valutata in un’analisi ad interim dei dati aggregati di 5 sperimentazioni cliniche attualmente condotte in Australia, Sudafrica, Regno Unito, Stati Uniti e Messico. Al momento dell’analisi, un totale di 49.950 partecipanti di età pari o superiore a 18 anni aveva ricevuto almeno una dose del ciclo di vaccinazione primaria a due dosi di Nuvaxovid (n=30058) o di placebo (n=19892). Al momento della vaccinazione, l’età mediana era di 48 anni (range 18-95 anni). La durata mediana del follow-up è stata di 70 giorni dopo la seconda dose e 32993 partecipanti (66%) avevano superato i 2 mesi di follow-up dopo la seconda dose.

In base ai dati aggregati sulla reattogenicità, relativi a partecipanti di età pari o superiore a 18 anni arruolati nei due studi di Fase III che avevano ricevuto una dose qualsiasi di Nuvaxovid (n=20055) o di placebo (n=10561), le reazioni avverse più frequenti sono state: dolorabilità in sede di iniezione (75%), dolore in sede di iniezione (62%), stanchezza (53%), mialgia (51%), cefalea (50%), malessere (41%), artralgia (24%) e nausea o vomito (15%). Le reazioni avverse sono state generalmente di severità da lieve a moderata, con una durata mediana inferiore o uguale a 2 giorni per gli eventi localizzati, e inferiore o uguale a 1 giorno per gli eventi sistemici dopo la vaccinazione.

Complessivamente, è stata osservata un’incidenza più elevata di reazioni avverse nei gruppi di soggetti più giovani: l’incidenza di dolorabilità in sede di iniezione, dolore in sede di iniezione, stanchezza, mialgia, cefalea, malessere, artralgia e nausea o vomito è stata maggiore tra gli adulti di età compresa tra 18 e meno di 65 anni rispetto ai soggetti di età pari o superiore a 65 anni.

Reazioni avverse di tipo locale e sistemico sono state segnalate con maggiore frequenza dopo la seconda dose rispetto alla prima. Ai 431 partecipanti arruolati in un sottostudio esplorativo di Fase III (2019nCoV 302) sono stati somministrati nel muscolo deltoide del braccio controlaterale vaccini inattivati antinfluenzali stagionali autorizzati in concomitanza il giorno stesso della prima dose di Nuvaxovid (n=217) o di placebo (n=214) . La frequenza delle reazioni avverse locali e sistemiche nella popolazione del sottostudio con il vaccino antinfluenzale è stata più elevata rispetto alla popolazione dello studio principale dopo la prima dose, sia tra i vaccinati con Nuvaxovid sia tra coloro che avevano ricevuto il placebo.

Adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni

La sicurezza di Nuvaxovid negli adolescenti è stata valutata in un’analisi ad interim della parte di estensione pediatrica di uno studio in corso multicentrico di Fase III, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo (Studio 2019nCoV-301). Sono stati raccolti dati sulla sicurezza relativi a 2.232 partecipanti statunitensi di età compresa tra 12 e 17 anni, con e senza evidenza di precedente infezione da SARS CoV-2, che hanno ricevuto almeno una dose di Nuvaxovid (n=1.487) o placebo (n=745). Le caratteristiche demografiche erano simili nei due gruppi.

 

Le reazioni avverse più frequenti sono state dolorabilità in sede di iniezione (71%), dolore in sede di iniezione (67%), cefalea (63%), mialgia (57%), stanchezza (54%), malessere (43%), nausea o vomito (23%), artralgia (19%) e piressia (17%). La febbre è stata osservata più frequentemente negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni rispetto agli adulti, con una frequenza che è risultata molto comune negli adolescenti dopo la seconda dose. Le reazioni avverse sono state generalmente di severità da lieve a moderata, con una durata mediana inferiore o uguale a 2 giorni per gli eventi localizzati e inferiore o uguale a 1 giorno per gli eventi sistemici dopo la vaccinazione.

Elenco degli effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:

«molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100)

«raro» (≥1/10000, <1/1000), «molto raro» (<1/10 000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

 

Tabella 1. Reazioni avverse negli studi clinici con Nuvaxovid in soggetti di età pari o superiore a 12 anni

 

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA

Molto comune

(≥ 1/10)

Comune

(≥ 1/100, < 1/10)

Non comune

(≥ 1/1.000,

< 1/100)

Non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili)

Patologie del sistema emolinfopoietico

 

 

Linfoadenopatia

 

Disturbi del sistema immunitario

 

 

 

Anafilassif

Patologie del sistema nervoso

Cefalea

 

 

Parestesiaf

Ipoestesiaf

Patologie cardiache

 

 

 

Miocarditef Pericarditef

Patologie vascolari

 

 

Ipertensioned

 

Patologie gastrointestinali

Nausea o vomitoa

 

 

 

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

 

 

Eruzione cutanea

Eritema

Prurito

Orticaria

 

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo 

Mialgiaa

Artralgiaa

 

 

 

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione 

Dolorabilità in sede di iniezionea

Dolore in sede di iniezionea

Stanchezzaa

Malesserea,b

Arrossamento in sede di iniezionea,c

Tumefazione in sede di iniezionea

Piressiae

Brividi

Dolore a un arto

Prurito in sede di iniezione

 

 

a Questi eventi sono stati osservati con una frequenza maggiore dopo la seconda dose.

b In questo termine sono stati inclusi anche eventi segnalati come malattia simil-influenzale

c Questo termine comprende sia l’arrossamento in sede di iniezione sia l’eritema in sede di iniezione (comune).

d Non sono stati segnalati casi di ipertensione negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni dello studio clinico.

e La piressia è stata osservata più frequentemente negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni rispetto agli adulti, con una frequenza che è risultata molto comune negli adolescenti dopo la seconda dose.

f Reazione avversa determinata dopo lomologazione

 

Descrizione di specifici effetti indesiderati e informazioni supplementari

Nel corso di tutte le sperimentazioni cliniche, dopo il vaccino è stato osservato un aumento dell’incidenza di ipertensione (n=46; 1,0%) rispetto al placebo (n=22; 0,6%) tra gli adulti più anziani nei 3 giorni successivi alla vaccinazione.

 

Partecipanti di età pari o superiore a 18 anni dopo la dose di richiamo omologa

La sicurezza e l’immunogenicità di una dose di richiamo di Nuvaxovid sono state valutate in uno studio clinico in corso di Fase II, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo (Studio 2019nCoV-101, Parte 2), condotto in partecipanti di età compresa tra 18 e 84 anni. Un totale di 254 partecipanti ha ricevuto due dosi di Nuvaxovid (0,5 mL, a distanza di 3 settimane) come ciclo di vaccinazione primaria. Un sottogruppo di 105 partecipanti (serie di analisi di sicurezza) è stato randomizzato a ricevere una dose di richiamo di Nuvaxovid circa 6 mesi dopo la Dose 2 del ciclo primario e ha ricevuto almeno 1 dose del vaccino in studio; 104 dei 105 partecipanti hanno ricevuto Nuvaxovid (serie di analisi completa).

Frequenza e grado delle reazioni avverse sollecitate sono stati maggiori dopo la dose di richiamo rispetto al ciclo primario a due dosi. Le reazioni avverse sollecitate più frequenti sono state dolorabilità in sede di iniezione (81%), stanchezza (63%), dolore in sede di iniezione (55%), dolore muscolare (51%), malessere (47%) e cefalea (46%), dolore articolare (29%) e febbre (17%), con una durata mediana di 1-3 giorni dopo la vaccinazione.

In un secondo studio clinico in corso di Fase IIa/b, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo, condotto in Sudafrica (Studio 2019nCoV-501), la sicurezza e l’immunogenicità di una dose di richiamo di Nuvaxovid sono state valutate in partecipanti sani HIV-negativi di età compresa tra 18 e 84 anni (Coorte 1) e in soggetti che vivono con HIV (PLWH) clinicamente stabili di età compresa tra 18 e 64 anni (Coorte 2). Un totale di 1'898 partecipanti (serie di analisi di sicurezza) ha ricevuto una dose di richiamo di Nuvaxovid circa 6 mesi dopo la seconda dose del ciclo primario a due dosi. Le reazioni avverse sollecitate non sono state registrate dopo la dose di richiamo.

 

Partecipanti di età pari o superiore a 18 anni dopo la dose di richiamo eterologa

La sicurezza di una terza dose di Nuvaxovid in soggetti che hanno completato la vaccinazione primaria con un altro vaccino anti COVID-19 omologato o approvato (dose di richiamo eterologa) è stata valutata in uno studio avviato dallo sperimentatore, indipendente, multicentrico, randomizzato, controllato, di Fase II, condotto nel Regno Unito (ISRCTN 73765130). Lesame delle reazioni avverse nei 28 giorni successivi a una dose di richiamo di Nuvaxovid in 229 partecipanti non ha evidenziato nuovi problemi di sicurezza rispetto alle reazioni avverse segnalate dopo due dosi di Nuvaxovid somministrate come ciclo primario.

 

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non sono stati segnalati casi di sovradosaggio. In caso di sovradosaggio, si raccomandano il monitoraggio delle funzioni vitali e l’eventuale trattamento sintomatico.

Proprietà/effetti

Codice ATC

J07BX03

Meccanismo d’azione

Nuvaxovid è composto dalla proteina spike (S) ricombinante di SARS CoV 2 purificata a lunghezza completa e stabilizzata nella conformazione di pre-fusione. L’aggiunta dell’adiuvante Matrix M, a base di saponina, facilita l’attivazione delle cellule del sistema immunitario innato, potenziando il grado della risposta immunitaria specifica contro la proteina S. I due componenti del vaccino inducono le risposte immunitarie dei linfociti B e dei linfociti T contro la proteina S, inclusi gli anticorpi neutralizzanti, che possono contribuire alla protezione contro COVID-19.

Farmacodinamica

Non pertinente.

Efficacia clinica

L’efficacia clinica, la sicurezza e l’immunogenicità di Nuvaxovid sono state valutate in due studi cardine di Fase III controllati con placebo, lo Studio 1 (2019nCoV 301) condotto in Nord America e lo Studio 2 (2019nCoV 302) condotto nel Regno Unito, nonché in uno studio di Fase IIa/b, lo Studio 3 condotto in Sudafrica.

 

Studio 1 (2019nCoV-301) – vaccinazione primaria a due dosi

 

Lo Studio 1 è uno studio in corso multicentrico di Fase III, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo, con uno studio principale sugli adulti condotto su partecipanti di età pari o superiore a 18 anni negli Stati Uniti e in Messico e un’estensione pediatrica svolta in partecipanti di età compresa tra 12 e 17 anni negli Stati Uniti.

 

Partecipanti di età pari o superiore a 18 anni

Al momento dell’arruolamento nello studio principale sugli adulti, i partecipanti sono stati stratificati per fasce d’età (18 64 anni e ≥ 65 anni) e assegnati alla somministrazione di Nuvaxovid o placebo in rapporto di 2:1. Lo studio ha escluso i partecipanti immunocompromessi in modo significativo a causa di malattia da immunodeficienza; in chemioterapia per neoplasia in atto; in terapia immunosoppressiva cronica o che avevano ricevuto immunoglobuline oppure emoderivati nei 90 giorni precedenti; in stato di gravidanza o allattamento; o con pregressa diagnosi di COVID-19 confermata da esami di laboratorio. Sono stati inclusi partecipanti con comorbilità di base clinicamente stabili, oltre a partecipanti con infezione da HIV ben controllata.

L’arruolamento degli adulti si è concluso nel febbraio del 2021. I partecipanti saranno seguiti fino a 24 mesi dopo la somministrazione della seconda dose per le valutazioni di sicurezza e di efficacia contro COVID-19. Dopo l’acquisizione di dati sulla sicurezza sufficienti a sostenere la domanda di autorizzazione per uso di emergenza, i destinatari iniziali del placebo sono stati invitati a ricevere due iniezioni di Nuvaxovid a 21 giorni di distanza l’una dall’altra, mentre i destinatari iniziali di Nuvaxovid sono stati invitati a ricevere due iniezioni di placebo a 21 giorni di distanza (“crossover in cieco”). A tutti i partecipanti è stata offerta la possibilità di continuare a essere seguiti nello studio.

La popolazione per l’analisi di efficacia primaria (indicata come serie di analisi di efficacia in base al protocollo [PP-EFF]), composta da 25.452 partecipanti che avevano ricevuto due dosi di Nuvaxovid (n=17312) o placebo (n=8140) (Dose 1 al Giorno 0; Dose 2 al Giorno 21, con mediana di 21 giorni [IQR 21-23], range 14-60), non ha presentato deviazioni dal protocollo che comportassero l’esclusione dallo studio, né evidenze di infezione da SARS CoV 2 fino a 7 giorni dopo la seconda dose.

I dati demografici e le caratteristiche al basale tra i partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid e coloro che hanno ricevuto il placebo erano equilibrati. Nella serie di analisi PP-EFF, l’età mediana dei partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid era di 47 anni (range: 18-95 anni); l’88% (n=15264) aveva un’età compresa tra 18 e 64 anni, mentre il 12% (n=2048) aveva un’età pari o superiore a 65 anni; il 48% era di sesso femminile; il 94% proveniva dagli Stati Uniti e il 6% dal Messico; il 76% era bianco, l’11% nero o afro-americano, il 6% indiano d’America (compresi i nativi americani) o nativo dell’Alaska e il 4% era asiatico; il 22% era ispanico o latino. In 16493 partecipanti (95%) era presente almeno una comorbilità preesistente o una caratteristica dello stile di vita associata a un aumento del rischio di COVID-19 in forma severa. Le comorbilità includevano: obesità (indice di massa corporea [IMC] ≥ 30 kg/m2); malattia polmonare cronica; diabete mellito di tipo 2; malattia cardiovascolare; malattia renale cronica; o infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV). Altre caratteristiche ad alto rischio includevano un’età ≥ 65 anni (con o senza comorbilità) oppure un’età < 65 anni con comorbilità e/o condizioni di vita o di lavoro che prevedevano un’esposizione frequente nota a SARS CoV 2 o ad ambienti densamente popolati.

I casi di COVID-19 sono stati confermati mediante reazione a catena della polimerasi (PCR) da un laboratorio centralizzato. L’efficacia del vaccino è riportata nella Tabella 2.

Tabella 2. Efficacia del vaccino nei confronti di COVID-19 confermata da test PCR con insorgenza a partire da 7 giorni dopo la seconda vaccinazione1 - serie di analisi PP-EFF; studio 2019nCoV-301

Sotto-gruppo

Nuvaxovid

Placebo

% Efficacia del vaccino

(IC al 95%)

Parteci-panti
N

Casi di COVID-19
n (%)2

Tasso di incidenza per anno per 1.000 persone2

Parteci-panti

N

Casi di COVID-19 n (%)3

Tasso di incidenza per anno per 1.000 persone2

Endpoint primario di efficacia

Tutti i partecipanti

17312

14 (0,1)

3,26

8140

63 (0,8)

34,01

90,4%
(82,9; 94,6)
3,4

1 Efficacia del vaccino (VE) valutata nei partecipanti senza deviazioni importanti dal protocollo, risultati sieronegativi (per SARS-CoV-2) al basale e attualmente senza infezione da SARS-CoV-2 confermata in laboratorio con insorgenza dei sintomi fino a 6 giorni dopo la seconda dose, e sottoposti al regime completo prescritto con il vaccino sperimentale.

2 Tasso medio di incidenza della malattia per anno in 1.000 persone.

3 Dato basato sul modello lineare-logaritmico del tasso di incidenza di infezione da SARS-CoV-2 confermata da test PCR utilizzando la regressione di Poisson, con gruppo di trattamento e fasce d’età come effetti fissi e varianza di errore robusto, dove VE = 100 × (1 – rischio relativo) (Zou 2004).

4 Criterio dell’endpoint primario di efficacia per il successo soddisfatto con un limite inferiore dell'intervallo di confidenza (LBCI) > 30% all’analisi di conferma primaria programmata.

 

L’efficacia del vaccino Nuvaxovid per la prevenzione dell’insorgenza di COVID-19 a partire da sette giorni dopo la Dose 2 è stata del 90,4% (IC al 95%, 82,9, 94,6). Nessun caso di COVID-19 in forma severa è stato segnalato tra i 17312 partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid, rispetto a 4 casi di COVID-19 in forma severa segnalati tra gli 8140 destinatari del placebo nella serie di analisi PP-EFF.

Le analisi per sottogruppi dell’endpoint primario di efficacia hanno mostrato stime di efficacia sovrapponibili per i partecipanti di sesso maschile e femminile e per i gruppi etnici, nonché tra i partecipanti con comorbilità mediche associate ad alto rischio di COVID-19 severa. Non sono state osservate differenze di rilievo nell’efficacia complessiva del vaccino tra i partecipanti a maggior rischio di COVID-19 severa, compresi coloro con 1 o più comorbilità che aumentano il rischio di COVID-19 severa (ad es. IMC ≥ 30 kg/m2, malattia polmonare cronica, diabete mellito di tipo 2, malattia cardiovascolare e malattia renale cronica).

I risultati di efficacia rispecchiano l’arruolamento che si è svolto nel periodo in cui, nei due paesi (USA e Messico) in cui è stato condotto lo studio, circolavano prevalentemente ceppi classificati come

varianti di preoccupazione o varianti di interesse. Il sequenziamento dei dati è stato disponibile per 61 dei 77 casi di endpoint (79%). Di questi, 48 su 61 (79%) sono stati identificati come varianti di preoccupazione o varianti di interesse. Le varianti di preoccupazione più comuni identificate sono state: Alfa con 31/61 casi (51%), Beta (2/61, 4%) e Gamma (2/61, 4%), mentre le varianti di interesse più comuni sono state Iota con 8/61 casi (13%) ed Epsilon (3/61, 5%).

 

Efficacia negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni

La valutazione dell’efficacia e dell’immunogenicità di Nuvaxovid in partecipanti adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni si è svolta negli Stati Uniti nella parte di estensione pediatrica descrittiva in corso dello studio multicentrico di Fase III, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo 2019nCoV-301. Un totale di 1.799 partecipanti, assegnati in rapporto di 2:1 a ricevere due dosi di Nuvaxovid (n=1.205) o placebo (n=594) mediante iniezione intramuscolare a 21 giorni di distanza l’una dall’altra, costituiva la popolazione per valutare l’efficacia secondo un’analisi Per Protocollo. I partecipanti con conferma di infezione o pregressa infezione dovuta a SARS-CoV-2 al momento della randomizzazione non sono stati inclusi nell’analisi di efficacia primaria.

Le caratteristiche demografiche erano simili tra i partecipanti che hanno ricevuto NUVAXOVID e quelli che hanno ricevuto il placebo.

 

La COVID-19 è stata definita come primo episodio di COVID-19 confermata da test PCR lieve, moderata o severa, con almeno uno o più dei sintomi predefiniti in ciascuna categoria di severità. La COVID-19 lieve è stata definita come febbre, tosse di nuova insorgenza o almeno 2 o più sintomi ulteriori di COVID-19. Ci sono stati 20 casi di COVID-19 sintomatica lieve confermata da test PCR (Nuvaxovid, n=6 [0,5%]; placebo, n=14 [2,4%]), con una conseguente stima puntuale dell’efficacia del 79,5% (IC al 95%: 46,8%, 92,1%).

Al momento di questa analisi, la variante di preoccupazione (VOC) Delta (lignaggi B.1.617.2 e AY) era la variante predominante presente negli Stati Uniti e rappresentava tutti i casi per i quali sono disponibili i dati di sequenziamento (11/20, 55%).

 

Immunogenicità negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni

Un’analisi della risposta anticorpale neutralizzante anti-SARS-CoV-2 14 giorni dopo la Dose 2 (Giorno 35) è stata condotta nei partecipanti adolescenti sieronegativi alla nucleoproteina (NP) anti-SARS-CoV-2 e PCR-negativi al basale. Le risposte anticorpali neutralizzanti sono state confrontate con quelle osservate nei partecipanti adulti sieronegativi/PCR-negativi di età compresa tra 18 e 25 anni dello studio principale sugli adulti (serie di analisi di immunogenicità in base al protocollo [PP-IMM]), come illustrato nella Tabella 3. La non-inferiorità richiedeva che fossero soddisfatti i tre criteri seguenti: limite inferiore dell’IC bilaterale al 95% per il rapporto della media geometrica dei titoli (GMT) (GMT 12-17 anni/GMT 18-25 anni) > 0,67; stima puntuale del rapporto delle GMT ≥ 0,82; e limite inferiore dell’IC bilaterale al 95% per la differenza dei tassi di sieroconversione (SCR) (SCR 12-17 anni meno SCR 18-25 anni) > -10%.

 

Tabella 3: Rapporto corretto, complessivo e per gruppo di età, della media geometrica dei titoli anticorpali neutralizzanti dosati mediante test di microneutralizzazione per il virus SARS-CoV-2 S di tipo selvaggio al Giorno 35 (serie di analisi PP-IMM)1

 

Test

 

 

Punto temporale

Estensione pediatrica (da 12 a 17 anni)

N=390

Studio principale sugli adulti (da 18 a 25 anni)

N=416

Da 12 a 17 anni

rispetto a

da 18 a 25 anni

 

 

GMT
IC al 95%2

GMT
IC al 95%2

GMR
IC al 95%2

Microneutralizzazione
(1/diluizione)

Giorno 35 (14 giorni dopo la Dose 2)

3859,6
(3422,8; 4352,1)

2633,6
(2388,6; 2903,6)

1,46
(1,25; 1,71)3

Abbreviazioni: ANCOVA = analisi della covarianza; GMR = rapporto GMT, che è definito come il rapporto di 2 GMT per il confronto di 2 coorti di età; GMT = media geometrica dei titoli; IC = intervallo di confidenza; LLOQ = limite inferiore di quantificazione; MN = microneutralizzazione; N = numero di partecipanti nella serie di analisi PP-IMM specifica per il test in ciascuna parte dello studio con dati di risposta non mancanti a ciascuna visita; PP-IMM = immunogenicità in base al protocollo; SARS-CoV-2 = sindrome respiratoria acuta severa da coronavirus 2.

1 La tabella include solamente i partecipanti nel gruppo di vaccino attivo.

2 Per stimare il GMR, è stata eseguita un’ANCOVA con coorte di età come effetto principale e anticorpi neutralizzanti al test di MN al basale come covariata. I valori di risposta individuali registrati al di sotto dell’LLOQ sono stati impostati a metà dell’LLOQ.

3 Rappresenta popolazioni (n1, n2) definite come:
n1 = numero di partecipanti nello studio principale sugli adulti (da 18 a 25 anni) con risultato degli anticorpi neutralizzanti non mancante

n2 = numero di partecipanti nell’estensione pediatrica (da 12 a 17 anni) con risultato degli anticorpi neutralizzanti non mancante

 

Studio 2 (2019nCoV 302) – vaccinazione primaria a due dosi

Lo Studio 2 è uno studio multicentrico di Fase III, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo, attualmente condotto su partecipanti di età compresa tra 18 e 84 anni nel Regno Unito. Al momento dell’arruolamento, i partecipanti sono stati stratificati per fasce d’età (18-64 anni; 65-84 anni) per ricevere Nuvaxovid o placebo. Lo studio ha escluso i partecipanti immunocompromessi in modo significativo a causa di malattia da immunodeficienza; diagnosi oncologica o in terapia oncologica; malattia/disturbo autoimmune; in terapia immunosoppressiva cronica o che avevano ricevuto immunoglobuline oppure emoderivati nei 90 giorni precedenti; disturbo emorragico o uso continuo di anticoagulanti; anamnesi di reazioni allergiche e/o anafilassi; stato di gravidanza; o pregressa diagnosi di COVID-19 confermata in laboratorio. Sono stati inclusi i partecipanti con una malattia clinicamente stabile, definita come malattia che non ha richiesto modifiche della terapia né ricovero ospedaliero per aggravamento delle condizioni di salute durante le 4 settimane prima dell’arruolamento. Non sono stati esclusi dall’arruolamento i partecipanti con infezione nota stabile da HIV, virus dell’epatite C (HCV) o virus dell’epatite B (HBV).

L’arruolamento si è concluso nel novembre del 2020. I partecipanti sono stati seguiti fino a 12 mesi dopo il ciclo di vaccinazione primaria per le valutazioni di sicurezza ed efficacia contro COVID-19.

La serie di analisi di efficacia primaria (PP-EFF) è stata condotta su 14.039 partecipanti che hanno ricevuto due dosi di Nuvaxovid (n=7020) o placebo (n=7019) (Dose 1 il Giorno 0; Dose 2 a una mediana di 21 giorni (IQR 21-23), range 16-45) e non hanno presentato deviazioni dal protocollo che comportassero l’esclusione dallo studio, né evidenze di infezione da SARS CoV 2 fino a 7 giorni dopo la somministrazione della seconda dose.

I dati demografici e le caratteristiche al basale tra i partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid e i partecipanti che hanno ricevuto il placebo erano equilibrati. Nella serie di analisi PP-EFF, l’età mediana dei partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid era di 56,0 anni (range: 18-84 anni); il 72% (n=5067) aveva un’età compresa tra 18 e 64 anni, mentre il 28% (n=1953) aveva un’età compresa tra 65 e 84 anni; il 49% era di sesso femminile; il 94% era bianco; il 3% era asiatico; l’1% era costituito da più etnie, < 1% era nero o afro-americano; e < 1% era ispanico o latino; il 45% presentava almeno una comorbilità.

 

Tabella 3. Analisi di efficacia del vaccino nei confronti di COVID-19 confermata da test PCR con insorgenza almeno 7 giorni dopo la seconda vaccinazione - (popolazione PP-EFF) Studio 2 (2019nCoV-302)

Sotto-gruppo

Nuvaxovid

Placebo

% Efficacia del vaccino

(IC al 95%)

Parteci-panti
N

Casi di COVID-19
n (%)

Tasso di incidenza per anno per 1.000 persone1

Parteci-panti
N

Casi di COVID-19
n (%)

Tasso di incidenza per anno per 1.000 persone1

Endpoint primario di efficacia

Tutti i partecipanti

7020

10 (0,1)

6,53

7019

96 (1,4)

63,43

89,7
(80,2; 94,6)
2,3

Analisi per sottogruppi dell’endpoint primario di efficacia

Età da 18 a 64 anni

5067

9 (0,2)

12,30

5062

87 (1,7)

120,22

89,8
(79,7; 94,9)

Età da 65 a 84 anni

1953

1 (0,10)2

---

1957

9 (0,9)2

---

88,9
(20,2; 99,7)
4

1 Tasso medio di incidenza della malattia per anno in 1.000 persone.

2 Dato basato sul modello lineare-logaritmico di occorrenza utilizzando la regressione di Poisson con funzione legame logaritmica, gruppo di trattamento e stratificazioni (fasce d’età e regione aggregata) come effetti fissi e varianza di errore robusto [Zou 2004].

3 Soddisfatto il criterio dell’endpoint primario di efficacia per il successo con un limite inferiore dell'intervallo di confidenza (LBCI) > 30%; efficacia confermata all’analisi ad interim.

4 Dato basato sul modello di Clopper-Pearson (dato il numero esiguo di eventi), IC al 95% calcolati utilizzando il metodo binomiale esatto di Clopper-Pearson aggiustato per il tempo totale di sorveglianza.

 

Questi risultati rispecchiano l’arruolamento che si è svolto nel periodo in cui, nel Regno Unito, circolava la variante B.1.1.7 (Alfa). L’identificazione della variante Alfa si è basata sulla mancata rilevazione del gene S bersaglio al test PCR. I dati disponibili hanno riguardato 95 dei 106 casi di endpoint (90%). Di questi, 66 su 95 (69%) sono stati identificati come variante Alfa, mentre gli altri casi sono stati classificati come non-Alfa.

 

Nessun caso di COVID-19 severa è stato segnalato tra i 7020 partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid, rispetto ai 4 casi di COVID-19 severa segnalati tra i 7019 partecipanti che hanno ricevuto il placebo nella serie di analisi PP-EFF.

 

Sottostudio sulla co-somministrazione di vaccini antinfluenzali stagionali autorizzati

Complessivamente 431 partecipanti sono stati vaccinati in concomitanza con vaccini antinfluenzali stagionali inattivati; 217 partecipanti del sottostudio hanno ricevuto Nuvaxovid e 214 hanno ricevuto il placebo. I dati demografici e le caratteristiche al basale tra i partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid e i partecipanti che hanno ricevuto il placebo erano equilibrati. Nella serie di analisi di immunogenicità secondo il protocollo (PP-IMM), l’età mediana dei partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid (n=191) era di 40 anni (range: 22-70 anni); il 93% (n=178) aveva un’età compresa tra 18 e 64 anni, mentre il 7% (n=13) aveva un’età compresa tra 65 e 84 anni; il 43% era di sesso femminile; il 75% era bianco; il 23% era multietnico o appartenente a minoranze etniche; e il 27% presentava almeno una comorbilità. La somministrazione concomitante non ha comportato una variazione delle risposte immunitarie al vaccino antinfluenzale, misurate dal saggio di emoagglutinoinibizione (HAI). È stata rilevata una riduzione del 30% della risposta anticorpale a Nuvaxovid, valutata da un saggio IgG anti-spike con tassi di sieroconversione simili a quelli dei partecipanti che non avevano ricevuto in concomitanza un vaccino antinfluenzale (vedere paragrafo Interazioni e paragrafo Effetti indesiderati).

 

Studio 3 (2019nCoV-501) – vaccinazione primaria a due dosi

Lo Studio 3 è uno studio multicentrico in corso di Fase IIa/b, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo, condotto su partecipanti HIV-negativi di età compresa tra 18 e 84 anni e su soggetti che vivono con HIV (PLWH) di età compresa tra 18 e 64 anni in Sudafrica. I soggetti PLWH erano clinicamente stabili (senza infezioni opportunistiche), in terapia antiretrovirale stabile e altamente attiva e con una carica virale di HIV-1 < 1.000 copie/ml.

L’arruolamento si è concluso nel novembre del 2020.

La serie di analisi di efficacia primaria (PP-EFF) è stata condotta su 2770 partecipanti che hanno ricevuto due dosi di Nuvaxovid (n=1408) o placebo (n=1362), (Dose 1 il Giorno 0; Dose 2 il Giorno 21), non hanno presentato deviazioni dal protocollo che comportassero l’esclusione dallo studio, né evidenze di infezione da SARS CoV 2 fino a 7 giorni dopo la somministrazione della seconda dose.

I dati demografici e le caratteristiche al basale tra i partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid e i partecipanti che hanno ricevuto il placebo erano equilibrati. Nella serie di analisi PP-EFF, l’età mediana dei partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid era di 28 anni (range: 18-84 anni); il 40% era di sesso femminile; il 91% era nero/afro-americano; il 2% era bianco; il 3% era composto da più etnie; l’1% era asiatico; il 2% era ispanico o latino e il 5,5% era HIV-positivo.

In totale sono stati registrati 147 casi sintomatici lievi, moderati o severi di COVID-19 tra tutti i partecipanti adulti, sieronegativi (al SARS-CoV-2) al basale, per l’analisi completa (serie di analisi PP-EFF) dell’endpoint primario di efficacia, di cui 51 (3,62%) si riferivano a Nuvaxovid e 96 (7,05%) al placebo. L’efficacia vaccinale risultante di Nuvaxovid è stata del 48,6% (IC al 95%: 28,4; 63,1).

Questi risultati rispecchiano l’arruolamento che si è svolto nel periodo in cui, in Sudafrica, circolava la variante B.1.351 (Beta).

Immunogenicità dopo la dose di richiamo in partecipanti di età pari o superiore a 18 anni

La sicurezza e l’immunogenicità di una dose di richiamo di Nuvaxovid sono state valutate in uno studio clinico in corso di Fase II, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo, che prevede la somministrazione di una singola dose di richiamo (Studio 2019nCoV-101, Parte 2) in partecipanti adulti sani di età compresa tra 18 e 84 anni, sieronegativi per SARS-CoV-2 al basale.

Un totale di 254 partecipanti (serie di analisi completa) ha ricevuto due dosi di Nuvaxovid (0,5 mL, 5 microgrammi a distanza di 3 settimane) come ciclo di vaccinazione primaria. Un sottogruppo di 104 partecipanti ha ricevuto una dose di richiamo di Nuvaxovid circa 6 mesi dopo la Dose 2 del ciclo primario.

Una singola dose di richiamo di Nuvaxovid ha indotto un aumento di circa 34 volte della risposta immunitaria contro il ceppo di Wuhan (ancestrale) 28 giorni dopo la somministrazione della dose (Giorno 217), con livelli di IgG anti-spike nel siero (media geometrica, GMEU) di 204.367 UE rispetto a un GMEU di 6.064 UE prima del richiamo (Giorno 189) e un aumento di circa 4,7 volte rispetto al GMEU di picco (43.905 UE) 14 giorni dopo la Dose 2 del ciclo primario.

Una singola dose di richiamo di Nuvaxovid ha prodotto un aumento di circa 96 volte dei livelli di anticorpi neutralizzanti, da un titolo (media geometrica, GMT) di 63 prima del richiamo (Giorno 189) a un GMT di 6 023 dopo il richiamo (Giorno 217), e un aumento di circa 4,1 volte rispetto al GMT di picco (14 giorni dopo la Dose 2) di 1.470.

Un test adatto allo scopo, ma non convalidato, che ha confrontato i GMT di microneutralizzazione (MN99) per il virus di tipo selvaggio (n = 32) due settimane dopo la vaccinazione primaria e quattro settimane dopo quella di richiamo, ha dimostrato un aumento rispettivamente di 15,4 volte, 14,0 volte e 3,5 volte per le varianti ancestrale, delta e omicron (B.1.1.529).

 

Nello Studio 3, uno studio in corso di Fase IIa/b, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo, la sicurezza e l’immunogenicità della dose di richiamo sono state valutate in partecipanti adulti sani, HIV-negativi, di età compresa tra 18 e 84 anni e in PLWH stabili dal punto di vista medico, di età compresa tra 18 e 64 anni che erano sieronegativi per SARS-CoV-2 al basale. Un totale di 1.173 partecipanti (serie di analisi PP-IMM) ha ricevuto una dose di richiamo di Nuvaxovid circa 6 mesi dopo il completamento della vaccinazione primaria con Nuvaxovid (Giorno 201).

È stato osservato un aumento di circa 31 volte del GMT per le IgG sieriche al Giorno 236 (111.066 UE) rispetto al GMT pre-richiamo al Giorno 201 (3.632 UE). È stato dimostrato un aumento di circa 3,6 volte dal GMT di picco (30.756 UE) al Giorno 35 dopo il completamento del ciclo primario.

È stato dimostrato un aumento di circa 52 volte dei livelli di anticorpi neutralizzanti, da un GMT di 69 prima del richiamo (Giorno 201) a un GMT di 3.600 dopo il richiamo (Giorno 236), e un aumento di circa 5,2 volte rispetto a un GMT di picco (14 giorni dopo la Dose 2) di 694.

 

Sulla base dei dati pubblicati di uno studio indipendente, multicentrico, randomizzato, controllato, di Fase II, avviato dallo sperimentatore (COV-BOOST, ISRCTN 73765130) è stata valutata la sicurezza e limmunogenicità di sette vaccini anti COVID-19 somministrati come terza dose (richiamo eterologo) dopo il completamento di un ciclo di vaccinazione primaria con un altro vaccino anti COVID-19 autorizzato nel Regno Unito. In adulti di età pari o superiore a 30 anni con anamnesi negativa per infezione da SARS-CoV-2 confermata da esami di laboratorio, Nuvaxovid è stato somministrato almeno 70 giorni dopo il completamento di un ciclo di vaccinazione primaria con ChAdOx1 nCov-19 (Oxford–AstraZeneca) o almeno 84 giorni dopo il completamento di un ciclo di vaccinazione primaria con BNT162b2 (Pfizer–BioNtech).

I titoli anticorpali neutralizzanti contro il virus di tipo selvaggio e gli anticorpi IgG contro la proteina Spike di tipo selvaggio sono stati valutati prima della dose di richiamo e 28 giorni dopo la dose di richiamo. Nel gruppo assegnato a ricevere Nuvaxovid, 115 partecipanti hanno ricevuto un ciclo primario a due dosi di ChAdOx1 nCov-19 e 114 partecipanti hanno ricevuto un ciclo primario a due dosi di BNT162b2 prima della somministrazione di una singola dose di richiamo (0,5 mL) di Nuvaxovid. Nuvaxovid ha dimostrato di indurre una risposta di richiamo a prescindere dal vaccino impiegato per la vaccinazione primaria. È stato osservato che laumento incrementale delle concentrazioni anticorpali è stato inferiore dopo una terza dose (di richiamo) con NUVAXOVID rispetto ai vaccini a mRNA.

 

Pazienti anziani

Nuvaxovid è stato valutato in soggetti di età pari o superiore a 18 anni. L’efficacia di Nuvaxovid è risultata costante tra i soggetti anziani (≥ 65 anni) e i soggetti più giovani (18-64 anni).

Pazienti pediatrici

L’Agenzia europea dei medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi con Nuvaxovid in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica per la prevenzione di COVID-19, vedere paragrafo Posologia/impiegoper informazioni sull’uso pediatrico.

Omologazione temporanea

A causa dell’incompletezza dei dati clinici in sede di valutazione della domanda di omologazione, il medicamento Nuvaxovid viene omologato in via temporanea (art. 9a LATer). Una volta soddisfatte le condizioni previste nei tempi stabiliti, l’omologazione temporanea può essere trasformata in omologazione definitiva.

Farmacocinetica

Assorbimento

Non pertinente.

Distribuzione

Non pertinente.

Metabolismo

Non pertinente.

Eliminazione

Non pertinente.

Dati preclinici

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi ripetute, tolleranza locale e tossicità della riproduzione e dello sviluppo.

Genotossicità

Sono stati condotti studi di genotossicità in vitro sull’adiuvante Matrix-M. L’adiuvante si è dimostrato non genotossico.

Cancerogenicità

Non sono stati eseguiti studi di cancerogenicità. Non si prevede cancerogenicità.

Tossicità per la riproduzione

Uno studio di tossicità riproduttiva e dello sviluppo è stato condotto su ratti femmina a cui sono state somministrate quattro dosi intramuscolari (due prima dell’accoppiamento; due durante la gestazione) di 5 microgrammi di proteina rS di SARS CoV 2 (una quantità circa 200 volte superiore rispetto alla dose umana di 5 microgrammi su base adattata per peso), con 10 microgrammi di adiuvante Matrix M (una quantità circa 40 volte superiore rispetto alla dose umana di 50 microgrammi su base adattata per peso). Non sono stati osservati effetti avversi correlati al vaccino su fertilità, gravidanza/allattamento, o sviluppo embrionale/fetale e della prole fino al 21° giorno post-natale.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Questo medicinale non deve essere miscelato né diluito con altri medicinali.

Stabilità

Flaconcino chiuso

2 °C – 8 °C, protetto dalla luce.

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Flaconcino perforato

La stabilità chimica e fisica durante l’utilizzo è stata dimostrata per 6 ore a temperature comprese tra 2 °C e 25 °C dal momento della prima perforazione con l’ago alla somministrazione.

Dal punto di vista microbiologico, dopo la prima apertura (prima perforazione con l’ago), il vaccino deve essere utilizzato immediatamente. Nel caso in cui non venga utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione sono responsabilità dell’utente.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Conservare in frigorifero (2-8°C). Non congelare.

Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Questo vaccino deve essere manipolato da un operatore sanitario con tecniche asettiche per garantire la sterilità di ciascuna dose.

 

Preparazione per l’uso

Il vaccino viene fornito pronto per l’uso.

Il flaconcino chiuso deve essere conservato a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C e tenuto nell’imballaggio esterno per proteggerlo dalla luce.

Immediatamente prima dell’uso, estrarre il flaconcino di vaccino dalla scatola conservata in frigorifero.

Registrare la data e l’ora di smaltimento sull’etichetta del flaconcino. Usare entro 6 ore dalla prima perforazione.

 

Ispezione del flaconcino

Far roteare delicatamente il flaconcino multidose prima del prelievo di una dose e tra un prelievo e l’altro. Non agitare.

Ogni flaconcino multidose contiene una dispersione da incolore a leggermente gialla, da limpida a leggermente opalescente, priva di particelle visibili.

Prima della somministrazione, ispezionare visivamente il contenuto del flaconcino per escludere la presenza di particolato visibile e/o alterazioni del colore. In presenza di una di queste condizioni, non somministrare il vaccino.

 

Somministrazione del vaccino

Ogni flaconcino contiene una quantità in eccesso per garantire il prelievo di un massimo di dieci (10) dosi da 0,5 ml ciascuna.

Ogni dose da 0,5 ml viene aspirata in una siringa sterile attraverso un ago sterile per la somministrazione tramite iniezione intramuscolare, preferibilmente nel muscolo deltoide del braccio.

Il vaccino non deve essere miscelato nella stessa siringa con altri vaccini o medicinali.

Non accumulare il vaccino in eccesso da più flaconcini.

 

Conservazione dopo la prima perforazione con ago

Nuvaxovid non contiene conservanti. Conservare il flaconcino aperto a una temperatura compresa tra 2 °C e 25 °C per un massimo di 6 ore dopo la prima perforazione, vedere paragrafo «Stabilità».

 

Eliminazione

Eliminare il vaccino se non viene utilizzato entro 6 ore dopo la prima perforazione del flaconcino, vedere paragrafo «Stabilità».

 

Smaltimento

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Numero dell’omologazione

68473 (Swissmedic)

Confezioni

Ogni flaconcino contiene 10 dosi da 0,5 ml

Confezione: 10 flaconcini multidose [B].

Titolare dell’omologazione

Future Health Pharma GmbH, 8620 Wetzikon ZH

Fabbricante

Novavax CZ a.s., Bohumil 138, Jevany, 28163, Repubblica Ceca

Stato dell’informazione

Agosto 2022